Reperti archeologici in Romagna

La Romagna è ricca di reperti risalenti ai tempi dell'età romana o addirittura preistorica.

Tra le attrazioni che riportano alla luce questi tesori, troviamo il Museo Archeologico Sarsinate a Sarsina (FC), fondato nel lontano 1890 per esporre le numerose iscrizioni latine rinvenute in zona nel corso dei secoli. Negli anni '80 si é arricchito di materiali provenienti dagli scavi condotti nell'area della necropoli romana di Pian di Bezzo, dove sono venute alla luce una novantina di tombe, segnalate da stele e monumenti sepolcrali.
Oggi il Museo Archeologico Sarsinate è uno dei più importanti Musei Archeologici dell'Italia settentrionale per la ricchezza e la varietà dei reperti ivi contenuti.
Le raccolte del Museo, di provenienza quasi esclusivamente locale, pur coprendo un arco cronologico esteso dalla preistoria alla tarda antichità, riguardano in particolare l'età romana.
Tra i reperti rinvenuti nell'area della città di Sarsina, di eccezionale interesse è il grande mosaico pavimentale policromo detto del "Trionfo di Dioniso". 
Molto importanti sono anche le attestazioni dei numerosi culti praticati, legati al mondo greco (Giove, Minerva, Apollo), alla tradizione italico-romana, fino al mondo orientale. 
Nel Museo è conservato, infatti, un gruppo di statue raffiguranti divinità frigie ed egizie, che costituivano il santuario più importante dell'Italia settentrionale dedicato a questi culti.

Sempre di epoca romanica è la Villa di Russi, scoperta per caso nel 1938, e oggi considerata uno dei ritrovamenti romani più importanti e meglio conservati del nord Italia. Il grande interesse è dato dalla completezza della costruzione agricolo-industriale con abitazione del dominus e mosaici pavimentali di notevole bellezza.
La sua origine è datata intorno alla fine del I secolo avanti Cristo, anche se la maggior fase di sviluppo della Villa è compresa fra il I e il III secolo dopo Cristo. Circondata da un portico esterno, è articolata, intorno a due peristili, in un quartiere residenziale con eleganti mosaici e in un quartiere rustico; di recente è stata riportata in luce anche la zona termale.

A Santarcangelo di Romagna si trova invece un reticolo di grotte sotterranee scavate dall'uomo nel corso dei secoli.
Non si sa per quali scopi fossero state scavate quelle più antiche, anche se alcuni sostengono che potevano essere luoghi di culto pagano o cristiano. Nel corso dei secoli sono state usate come cantine, grazie alla temperatura costante di 12°/13°C e come rifugi per la gente del paese. Oggi alcune di queste grotte sono aperte al pubblico ed è possibile visitarle.

Infine parlando di reperti archeologici in Romagna, non si può tralasciare il Parco Archeologico di Classe, che riaprirà le porte al pubblico il 16 luglio. Rinasce così il porto fondato da Augusto, fiorente all’epoca dell’Impero, di Teodorico e del dominio bizantino, quando Ravenna e Classe raggiunsero il loro apogeo politico ed economico.
Il progetto di musealizzazione restituisce al pubblico l’antico sito nel quadro di una fruibilità moderna che punta all’accessibilità, alla multimedialità e all’interattività, con una particolare attenzione per la rievocazione del contesto in cui sorgeva il porto commerciale del V - VI secolo.

Tutte queste attrazioni, e molte altre, sono visitabili gratuitamente o a prezzo agevolato, con “Romagna Visit Card", uno strumento turistico che mette in rete la Romagna al prezzo di 12,00 euro a persona per un anno. Inoltre con l’acquisto di due Romagna Visit Card, si ha diritto alla Romagna Visit Card Just 4Kids gratuita per un bambino in accompagnamento.
Con la card è possibile accedere gratuitamente o a sconto ad un circuito selezionato di siti turistici, musei e attrazioni situati nelle province di Forlì-Cesena, di Ravenna e di Rimini e nel loro entroterra, ovvero nei territori riuniti nel Gruppo di Azione Locale “L’Altra Romagna”. 
Per info: www.romagnavisitcard.it

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