Sulle orme di Dante

Un itinerario sulle orme di Dante attraverso i luoghi che diedero i natali ai personaggi della Divina Commedia.

Come è ben noto, il sommo poeta ha lasciato molte tracce della sua permanenza in Romagna. L'itinerario sulle orme di Dante attraversa alcuni luoghi noti, come la Cascata dell’Acquacheta, e altri che diedero i natali a personaggi della Divina Commedia.

L'itinerario parte da San Benedetto in Alpe, dove inizia il percorso di risalita a piedi fino alla Cascata dell’Acquacheta, due ore di passeggiata rigenerante in mezzo alla natura, che Dante descrive così:

“Come quel fiume c’ha proprio cammino/ Prima da Monte Viso ‘nver’ levante,/ da la sinistra costa d’Appennino,/ che si chiama Acquacheta suso, avante/ che si divalli giù nel basso letto,/ e a Forlì di quel nome è vacante,/ rimbomba la sovra San Benedetto/ de l’Alpe per cadere ad una scesa/ ove dovea per mille esser recetto;/ così, giù d’una ripa discoscesa,/ trovammo risonar quell’acqua tinta,/ sì che ‘n poc’ora avria l’orecchia offesa.”(Inf. Canto XVI).
In questi versi Dante paragona la Cascata dell’Acquacheta, per il fragore e la violenza della caduta delle acque, alla rimbombante cascata del fiume infernale Flegetonte.

Prima di intraprendere il percorso verso la cascata si consiglia di visitare l’antica Abbazia di San Benedetto in Alpe, che ha remote origini (X e XI secolo). 

L’itinerario prosegue verso Portico di Romagna, dove la tradizione vuole che, a Palazzo Portinari, Dante abbia conosciuto Beatrice. 
In questo delizioso centro della Romagna Toscana, è consigliata una passeggiata nella parte più alta del borgo, da cui si possono vedere le Torrette da Vigna che circondano il paese oppure visitare la Chiesa della Compagnia per poi scendere, lungo il vicolo della Calgheria, fino al Ponte della Maestà, a schiena d’asino, risalente al XIV secolo.
Numerosi sono anche i percorsi naturalistici che partono da qui: siamo infatti alle porte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. 

Scendendo la valle si giunge a Castrocaro Terme, in piena Romagna Toscana, che è stata per lungo tempo la capitale del potere mediceo nel versante romagnolo dell’Appennino.
“Ben fa Bagnacaval, che non rifiglia;/ e mal fa Castrocaro, e peggio Conio,/ che di figliar tai conti più s’impiglia...” (Purg. XIV): questi versi danteschi sono leggibili in una lapide posta sul muro esterno della Chiesa di S. Nicolò. L’invettiva non risparmia Castrocaro, colpevole, come gli altri Comuni romagnoli, di avere concorso alla degenerazione dei costumi e all’estinzione di una antica e nobile civiltà.
A Castrocaro merita una visita la Fortezza entro la quale è possibile visitare il piccolo Battistero di San Giovanni e, più sotto, il Palazzo dei Commissari fiorentini, con stemmi in facciata. Per gli amanti del relax invece, Castrocaro offre la possibilità di regalarsi trattamenti rigeneranti e curativi alle terme.

Proseguendo verso Forlì e imboccando la via Emilia si giunge sul colle di Bertinoro dove 
“Le donne e ’ cavalier, li affanni e li agi/ che ne ’nvogliava amore e cortesia/ là dove i cuor son fatti sì malvagi” è la nostalgica rievocazione con cui Dante sintetizza l’ideale, ormai spento, del vivere cavalleresco: “O Brettinoro, ché non fuggi via,/ poi che gita se n’è la tua famiglia/ e molta gente per non esser ria?” (Purg. Canto XIV). 
Questi versi si possono leggere sulla lapide murata nella facciata del Palazzo Comunale, edificato nel 1306, situato in Piazza della Libertà, che è un vero e proprio balcone panoramico affacciato sulla Romagna. La piazza accoglie anche la Colonna dell'Ospitalità, con 12 anelli. Ogni anello simboleggiava una delle famiglie benestanti del paese. L'usanza voleva che lo straniero giunto a Bertinoro, legando il cavallo ad uno di questi anelli, avrebbe ricevuto ospitalità dalla famiglia corrispondente.
Da non perdere la Torre dell'orologio e la millenaria Rocca del Barbarossa posta sulla sommità del colle. Il Museo Interreligioso è un vero e proprio gioiello culturale posto all'interno della Rocca del Barbarossa.

Dulcis in fundo, Ravenna, dove è custodita la tomba di Dante. Poco distante, anche la Basilica di San Francesco (dove Dante si raccoglieva in preghiera e dove gli furono tributati gli onori funebri). 
E sempre sulle orme di Dante è immancabile un giro alla scoperta dei  mosaici bizantini, gli stessi che Dante, rifugiatosi a Ravenna nel 1318, ebbe modo di ammirare e da cui trasse ispirazione per la stesura definitiva del Paradiso. 

Tutti questi tesori, e molti altri, sono situati nei territori riuniti nel Gruppo di Azione Locale “L’Altra Romagna”, nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e nel loro entroterra fatto di natura, cultura, gastronomia e benessere. 
Alcune delle più importanti attrazioni sono visitabili  gratuitamente, o a sconto, con “Romagna Visit Card", strumento turistico che mette in rete tutto il territorio al prezzo di 12,00 euro a persona per un anno. Inoltre con l’acquisto di due card, si ha diritto alla Romagna Visit Card Just 4Kids gratuita per un bambino in accompagnamento.

Per info: www.romagnavisitcard.it

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