Regione Romagna? Il prof Capano: "Avere il coraggio di dire che non serve"
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Regione Romagna? Il prof Capano: "Avere il coraggio di dire che non serve"

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  • 21 novembre 2009 - 12.14 (Ultima Modifica: 21 novembre 2009)

Il prof. Capano (in piedi) con il sindaco Balzani

FORLI' - "E' un segnale che inquieta, è un segno della crisi culturale del Pd: la Lega Nord fa l'agenda e il Pd va dietro, si insegue la Lega sul suo terreno": il commento viene da Giliberto Capano, preside di Scienze Politiche del polo forlivese dell'università, sul dibattito aperto sull'autonomia dal sindaco di San Mauro Pascoli Gianfranco Miro Gori. L'invito del primo cittadino è di aprire un dibattito serio sulla questione nel Pd.


> SONDAGGIO: REGIONE ROMAGNA, COSA NE PENSI?


Capano, assieme a Roberto Balzani, quando ancora il sindaco di Forlì era "solo" professore universitario, smosse le acque proponendo una maxi-provincia, frutto della fusione delle tre province romagnole. "E' una proposta antitetica a quella della regione autonoma: il problema della Romagna è il campanilismo, la provincia unica sarebbe un modo per contare di più in Emilia-Romagna, in Italia e in Europa", spiega Capano.

L'idea lanciata era quella di unire le tre province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. E' ancora attuale la proposta per il preside di Scienze Politiche? "Un conto è la proposta di due professori amici, per altro preciso che non sono iscritto al Pd, sebbene ho votato per qualche primarie", spiega Capano. Deve diventare un argomento dell'agenda politica, ora che Balzani è sindaco? Precisa Capano, sentito sull'argomento da RomagnaOggi.it: "Non mi permetto di sollecitare niente, Balzani è sindaco da pochi mesi valuterà lui al momento opportuno se e quando discuterne".

Per Capano, in ogni caso, "la proposta resta valida", soprattutto come antidoto anti-campanilismi. "Se facessimo la regione autonoma, lo dico con una battuta, dove facciamo il capoluogo? A Forlimpopoli? Questo per dire che avremmo una regione che non fa altro che istituzionalizzare la struttura dei campanilismi. Spero che nel Pd qualcuno abbia il coraggio di ribattere che la regione Romagna non serve e che è una proposta sbagliata".

Anche perché "se ci propongono la Padania regione, diciamo di sì? In Italia esistono una cinquantina di identità subregionali, le accontentiamo tutte?". Per il preside di Scienze Politiche è quindi meglio "puntare su progetti che permettano alla Romagna di contare di più" e una grande provincia dentro l'Emilia-Romagna va in questa direzione. Un'altra idea sul tavolo, un altro spunto di riflessione.

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I Vostri Commenti

  • 25. mm77 - 23/11/09 - 23.49

    Fa piacere che il sig. Pedulli e il sig. Capano intervengano personalmente ad esprimere la propria opinione. Allo stesso tempo trovo molto interesse nell'esprimere la loro opinione pro-bolognese (e quindi antiromagnola) dal momento che sono l'uno consigliere regionale a Bologna, e uno dipendente dell'Università di Bologna, a maggior ragione quando la federazione regionale del PD che decide chi candidare chi esegue  o meno gli ordini di una parte, quella emiliano-bolognese che per questione numerica schiaccerà sempre gli interessi romagnoli.
    Un partito il PD, che nonostante tutto è lo stesso al quale io stesso sono iscritto, in quanto di idee laico progressiste e quindi di sinistra, e che però si è sempre sottratto a una discussione sulla questione romagnola che rimane insoluta, e non si è degnato nemmeno di riconoscere i confini storici della Romagna, buttando nel cestino migliaia di firme di liberi cittadini che richiedevano il referendum.

    Quello che vado affermando non è forse vero ? Benissimo, allora che il "romagnolo" Errani (anche il malato di mente Luigi Carlo Farini, autoproclamatosi "Dittatore dell'Emilia" in realtà era romagnolo) faccia rispettare la Costituzione facendo votare i cittadini romagnoli in un democratico referendum. Se non si sveglieranno i dirigenti del PD, i miei dirigenti, ci penserà qualcun'altro dall'altra parte politica, e allora sì che saranno dolori per coloro che hanno perso la dignità nei confronti della propria gente pur di difendere una poltrona.
    Quando saranno in tanti a voltare loro le spalle sarà dura fare ritorsioni, come è stato fatto a me che ho pagato professionalmente la mia coerenza nel difendere questa causa.
    Comunque trovo triste che in un tema così importante i nostri politici la buttino in una diatriba destra/sinistra quando invece dovrebbe riguardare i romagnoli in maniera bipartisan, segno di una classe dirigente molto mediocre.

  • 24. d_a_v_i_d_e - 23/11/09 - 23.49

    @rob
    certo, è ovvio che ci sono direttrici privilegiate, ma proprio perchè questi ingenti investimenti cadono da Bologna a Piacenza, e l'intera cittadinanza ne trae benefici (primo fra tutti il potersi spostare in poco tempo praticamente ovunque), la Regione  dovrebbe controbilanciare i territori più sfortunati, e invece basta confrontare la viabilità stradale e ferroviaria nostra alla loro per capire che così non è. Da Bologna a Firenze 30minuti, da Forlì, stessi chilometri, 2 ore (se va bene). Idem per andare a Venezia o Roma, e tutto questo nonostante il turismo della Riviera! E poi c'è chi rema contro, che dice ad es. che bisogna chiudere il nostro aeroporto perchè non è competitivo!!
    Chiedo io: ma che vantaggi abbiamo a rimanere VINCOLATI all'Emilia?

  • 23. rob - 23/11/09 - 8.51

    Qualcuno sarebbe nel condizioni di dire oggettivamente (quindi con casi ed esempi concreti) cosa cambierebbe e quali sarebbero i vantaggi?

    @davide
    penso che il discorso dell'alta velocità che si ferma a bologna sia di competenza delle ferrrovie dello stato in termini di investimenti nell'alta velocità.

  • 22. Samuele - 23/11/09 - 2.38

    Un saluto a tutti.
    Leggo con piacere che da alcuni giorni è giustamente tornato di grande attualità il tema Regione Romagna. Grazie al MAR (Movimento per l'Autonomia della Romagna) e grazie a quei Sindaci, fra cui spicca il nome di Gianfranco Miro Gori, e a quelle forze politiche  che si sono dichiarati a favore o comunque non contrari a priori.
    Un serio dibattito, come indica anche il Prof. Capano, è davvero auspicabile. Il M.A.R. attende da diversi anni di potersi confrontare con chiunque, mosso da buona volontà, abbia a cuore gli interessi di chi vive in Romagna.

  • 21. giulianopedulli - 22/11/09 - 23.25

    Mi sorprende che un osservatore attento come il prof. Capano, ponga quella domanda al Pd. Poichè è da 18 anni cittadino forlivese, era lecito attendersi che fosse a conoscenza del fatto che la pluralità di forze che lo compongono, hanno già ripetutamente motivato perchè non ritengono utile alla Romagna la secessione dall'Emilia. E non utilizzo le parole a caso, poichè non esiste una pregiudiziale ideologica o una subalternità dei romagnoli agli emiliani. Riicordo che da 2 legislature il Presidente della Regione è un romagnolo, che viene ricandidato anche per la prossima. Non c'è nessun problema ad aprire, anche pubblicamente, una discussione approfondita sul tema. Credo che le imminenti elezioni regionali, in Romagna, si concentreranno molto su questo punto. Per ora mi interessa puntualizzare tre punti.
    Primo: non è vero che il Pd sia contrario al Referendum. Siamo per la piena e integrale applicazione dell'art.132 della Costituzione. Che non è la stessa cosa che chiede il Mar. Tant'è che prima con la devoluzione - poi bocciata dal Referendum - e ora con un disegno di legge  - che doveva essere urgente e che dopo oltre 18 mesi non si sa che fine abbia fatto - si cerca una via semplifiicata, centralistica, saltando il dispositivo costituzionale.
    Secondo: le accuse rivolte al Pd sono prive di fondamento, poichè se si facesse solo un calcolo partitico-ideologico, avremmo solo da guadagnarci. Nascerebbe una nuova Regione, con un governo di centrosinistra e verrebbero istituite, per utilizzare un linguaggio comune, tante nuove poltrone appetibili di consigliere regionale e tante persone in più ci si siederebbero sopra. Anche perchè quando si crea qualche cosa di nuovo, difficilmente è a somma zero rispetto a quello dal quale esso deriva.
    Terzo: è stupefacente che proprio chi presenta leggi per ridurre il numero di consiglieri di Circoscrizione e di Assessori , anche di piccoli e piccolissini Comuni, che costano pochissimo, favorisca la moltiplicazione di posti ben remunerati. Nel merito dei pro e dei contro, ci possiamo entrare in altre occasioni. Chiarisco bene che noi ragioniamo solo in questi termini. Pensando solo al bene comune. Se ci fossero dati incontrovertibili che la nuova Regione serve per dare qualche cosa di più a tutti noi, non ci penseremmo due volte a sostenerla. Ma il problema è che più volte abbiamo dimostrato che è proprio vero il contrario.
    giuliano pedulli. consigliere regionale Pd

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