Nella provincia di Forlì-Cesena sono presenti 2.384 cittadini cinesi su un totale di 388.019 unità, dato che colloca Forlì-Cesena al nono posto fra le province per incidenza della comunità della Repubblica Popolare Cinese sulla popolazione. La fotografia scattata da Confartigianato evidenzia che gli immigrati cinesi hanno una forte predisposizione all'imprenditorialità, operando soprattutto nei settori del commercio all'ingrosso e al dettaglio con 16.003 imprese pari al 46,9% del totale.
Molto attivi anche nel manifatturiero con 14.046 titolari, con un'incidenza del 41,1% e nei servizi alloggi e ristorazione con un numero più ridotto di imprenditori, pari a 2.665, con un peso nel comparto del 7,8%.
Lo studio effettuato da Confartigianato indica che la presenza della comunità imprenditoriale cinese nel tessile,
abbigliamento e mobile imbottito si concentra prevalentemente in quattro regioni: Toscana, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna con 1.908 titolari e un'incidenza del 33,9% sul totale degli imprenditori, dato che a Forlì-Cesena scende al 23%, con 124 titolari cinesi sul totale di 538. Dal 2004 al 2008 la percentuale di titolari cinesi è raddoppiata, passando dal 9,9%, sino al 19,2% contro la media nazionale del 14,4%.
"In questo contesto è necessario evidenziare le difficoltà di interazione tra lavoratori cinesi e italiani - fa notare Confartigianato -, gli stranieri provenienti dalla Cina mostrano il più basso utilizzo della nostra lingua in ambito lavorativo, solo il 50,4% degli occupati utilizzano la lingua italiana per lavoro, contro la media del 90,9% delle altre comunità straniere, dato che non migliora neppure se si considerano le relazioni amicali. Significativo il fatto che, pur in presenza di una forte distanza linguistica, i lavoratori cinesi mostrino una minor propensione all'utilizzo di corsi di lingue rispetto agli altri cittadini stranieri: 8,7% contro il 9,6%".