Sciopero della giustizia, in Emilia-Romagna adesione al 60%

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Avatar anonimo di J. Dorian

R: Sciopero della giustizia, in Emilia-Romagna adesione al 60%

J. Dorian:

Guardando il Tribunale di Forlì da fuori, ho sempre pensato che esso dovesse essere considerato come una fabbrica di giustizia. Visto che la giustizia è chiesta da tutti, quindi è un prodotto che si vende, la fabbrica dovrebbe lavorare 24 ore su 24. Con giudici al lavoro 24 ore su 24, e cancellieri pure. Certo non chiedo regimi di lavoro da cinesi, ma di farli lavorare su turni. Mancano i soldi, questo è vero. Ma potrebbero essere le parti di causa a chiedere gli straordinari e a pagare un extra. Io sarei ben felice di pagare, potendo, 100 - 200 euro in più pre vedere la mia causa decisa in 1 - 2 mesi anziché 1 - 2 anni. E ancora: quanti laureati in giurisprudenza fanno pratica in studi legali a gratis ? perché non possono fare praticantato insieme a un cancelliere (che molto spesso di procedura ne sa più di un avvocato ?) Anziché fare guadagnare di più uno che già è messo bene, potrebbero dare un piccolo contributo alla giustizia comune. Tutto qui.

Il mio riferimento alla giustizia come "prodotto" non era ovviamente un modo per svilirla in una logica mercantile, quanto piuttosto il tentativo di far comprendere anche anche nei ministeri la logica della competitività e del mercato. Mi ha colpito molto un intervento a un articolo del corriere fatto da un operaio licenziato nei confronti dei professori di storia dell'arte che si opponevano a una loro riqualificazione nel settore museale. Lui diceva che nel suo caso nessuno l'ha riqualificato, ed è finito in strada a cercare, da solo e non più giovane, una nuova professionalità. Questo i dipendenti pubblici dovrebbero ricordarlo sempre, anche se chi mai nella sua vita, neppure una volta, ha temuto per il posto di lavoro, lo potrà mai intendere fino in fondo.

il 7 febbraio del 2010
Avatar anonimo di L'uomo qualunque

R: Sciopero della giustizia, in Emilia-Romagna adesione al 60%

L'uomo qualunque:

Io avrei una soluzione per tutti questi bravi dipendenti del Ministero della Giustizia, così tanto professionalmente capaci, quanto insoddisfatti.

Basterebbe portare le loro ore di lavoro effettivo e sottolineo effettivo, a 40 alla settimana ed equiparare, quindi ridurre, i loro stipendi a quelli miserevoli oggi in voga nelle aziende private; coloro che poi non fossero soddisfatti delle novità potrebbero uscire dalle loro tanto disagiate sedi e cercare miglior fortuna altrove, lontano dall'inferno del pubblico impiego.

Qualche giovane, in gamba ed in cerca di lavoro, che li sostituisca e si adatti alle condizioni miserevoli di cui costoro si lamentano credo che si troverà senz'altro in giro per l'Italia.

E quanto mi fanno amaramente sorridere i sindacalisti, che vogliono difendere questi signori privilegiati e molto spesso poco produttivi come se si trattasse di operai che lavorano in fabbrica per 8-10 ore al giorno per 1.100 euro al mese (quando gli va di lusso e lo stipendio arriva).

il 7 febbraio del 2010