No ai preti omosessuali. Noi ai preti che non rispettano il voto di castità. Sì al rispetto del celibato, attenzione all'aspetto psicologico dei futuri sacerdoti spesso messi in crisi da una società consumistica, da relativismo morale e instabilità affettiva. E' il concetto ribadito dal Vaticano attraverso un nuovo documento, dal titolo "Orientamenti per l'utilizzo delle competenze psicologiche nell'ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio", redatto dalla Congregazione per l'Educazione cattolica guidata dal cardinale Zenon Gorchelewski, ed approvato da Benedetto XVI lo
scorso 9 giugno.
Il libricino è un documento di indirizzo diretto ai rettori dei seminari e ai vescovi che vieta a chiunque manifesti "tendenze omosessuali fortemente radicate" o che sia dotato di "identità sessuale incerta" ad entrare in seminario. Il documento prevede l'uso di psicologi per valutare eventuali "ferite" psichiche dei candidati al sacerdozio.
Il cammino verso la vita sacerdotale dovrà esser interrotto qualora il candidato "continuasse a manifestare incapacità di affrontare realisticamente, se pure con la gradualità di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturità (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate)".