Agricoltura e montagna: dalla Regione un milione per il piano di connettività

Nel dettaglio sono 104 i Comuni che nei prossimi mesi saranno contattati per avviare l’iter per la fornitura di beni e servizi che potrà interessare tutti gli istituti culturali montani entro la fine del 2020

Prenotazione e prestito di e-book, accesso online a giornali e riviste, possibilità di streaming. Le biblioteche, i musei e gli istituti culturali delle zone rurali montane dell’Emilia-Romagna potranno dotarsi di nuovi strumenti hardware (da pc a e-book reader, da sistemi di video conferenza a ogni altra attrezzatura innovativa ict) grazie ai fondi messi a disposizione dal Psr, Piano di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione.

L’operazione, che vede lavorare insieme Regione Emilia-Romagna, Ibacn (Istituto beni artistici, culturali e naturali dell’Emilia-Romagna) e Lepida spa, consentirà di dotare di nuove attrezzature informatiche, software e servizi tutti gli istituti culturali aperti al pubblico nei Comuni rurali di montagna con problemi di sviluppo così come individuati dal Psr (cosiddetta Zona D). Si tratta di centri che svolgono un ruolo di poli di aggregazione anche giovanile e di erogazione di servizi a tutta la popolazione residente e ai turisti.

“Questo intervento- sottolinea l’assessore all’Agricoltura, Simona Caselli- è a favore della popolazione rurale ed è un ulteriore testimonianza di come il Programma di sviluppo rurale possa in concreto concorrere a migliorare la qualità della vita, ridurre la povertà, contrastare lo spopolamento e rilanciare lo sviluppo economico nelle zone appenniniche”. Da parte sua il presidente di Ibacn, Roberto Balzani, mette in risalto il “valore strategico dei punti di accesso alla cultura in aree di fondamentale importanza per l’insediamento antropico in Emilia-Romagna”.

Nel dettaglio sono 104 i Comuni che nei prossimi mesi saranno contattati per avviare l’iter per la fornitura di beni e servizi che potrà interessare tutti gli istituti culturali montani entro la fine del 2020. I centri coinvolti saranno messi in rete e sarà organizzata anche una formazione all’uso delle nuove tecnologie per ridurre il divario digitale, “knowledge divide”. 

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