Allarme ricercatori dalla facoltà di Ingegneria Forlì-Cesena: in pericolo la didattica
Allarme ricercatori dalla facoltà di Ingegneria Forlì-Cesena: in pericolo la didattica
FORLI' - Chi non ricorda la lettera che ha suscitato un polverone accecante, pubblicata su Repubblica, del direttore generale della Luiss, Pier Luigi Celli, che invitava, a malincuore, il figlio a lasciare l'Italia dopo la laurea? Ora, mentre il disegno di legge Gelmini è in discussione al Senato, anche i ricercatori della facoltà di Ingegneria di Forlì-Cesena partecipano alla protesta: loro costituiscono praticamente il 50% dei docenti della facoltà: 36 su 72. Il rischio è di perderli definitivamente.
Secondo quanto riporta il Resto del Carlino, i ricercatori hanno sottoscritto, insieme con il consiglio di facoltà, una lettera aperta, che riassume la nebulosa situazione che si presenta all'orizzonte e dà suggerimenti su come muoversi, abolendo i tagli indistinti agli atenei, distribuendo le risorse guardando alla qualità e seguendo metodi scientifici e, ovviamente, investendo nella ricerca. Infatti i ddl prevede che nel 2013 non esistano più i ricercatori a tempo indeterminato.
Grande preoccupazione è espressa dal preside Enrico Sangiorgi, conscio del fatto che, se la facoltà perde i suoi 36 ricercatori, la didattica diventa impossibile. Insomma la situazione è in bilico, e rischiano anche i circa 50 progetti attivi tra Forlì e Cesena. Se anche questi cervelli decideranno di spostarsi all'estero i problemi non si faranno attendere.





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