Alzheimer, una beta-proteina può bloccare la malattia

Alzheimer, una beta-proteina può bloccare la malattia

di 13/03/2009

    MILANO - Importante scoperta verso la cura della malattia di Alzheimer. I ricercatori della Fondazione Istituto Neurologico Carlo Besta e dell'Istituto Ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, in collaborazione con colleghi dell'Università di Milano e del Nathan Kline Institute di Orangeburg, New York, hanno identificato una beta-proteina capace di bloccare, almeno in provetta, la produzione delle placche amiloidi che sono alla base della malattia.

    I ricercatori nella loro ricerca hanno osservato un caso "anomalo", in un paziente di 39 anni con una forma particolarmente aggressiva di Alzheimer, senza familiarità per la malattia. I medici hanno scoperto che la mutazione genetica era di tipo recessivo, cioè il difetto genetico che consentiva di sviluppare la malattia era su tutti e due gli alleli.

    La proteina mutata si è dimostrata particolarmente aggressiva. Gli studiosi l'hanno riprodotta in laboratorio e hanno unito in provetta quella "normale" e quella mutata. Così hanno appurato che, interagendo, le due bloccano lo sviluppo dell'amenoide e della malattia. Lo studio dovrà essere verificato prima sugli animali.

    In Italia l'Alzheimer colpisce 450mila persone in Italia, oltre 6 milioni nell'Unione Europea. La cifra è destinata a raddoppiare entro il 2050 a causa dell'atteso aumento dell'invecchiamento della popolazione. Nel 97% dei casi si manifesta in forma sporadica, solo nel 3% familiare. Al momento non esistono ancora farmaci che guariscano o blocchino la malattia. Si può migliorare la qualità della vita dei pazienti malati e provare a rallentarne il decorso nelle fasi iniziali.