Anniversario Mecnavi, Bellardi (PdL): "Tragedia ancora viva nei miei ricordi"

Anniversario Mecnavi, Bellardi (PdL): "Tragedia ancora viva nei miei ricordi"

di 12/03/2010

    BERTINORO - E' ancora viva nei mie ricordi di bambina che ai tempi frequentava la scuola elementare, la notizia giunta come un macigno sulla nostro piccolo paese, uno dei più gravi incidenti del lavoro verificatisi in Romagna: "13 marzo 1987", presso il cantiere Mecnavi di Ravenna 13 operai persero la vita, 5 di essi erano ragazzi di Bertinoro, soffocati lavorando nella stiva della nave "Elisabetta Montanari"

    Più in là', al ricordo della tristezza si sostuì, l' amarezza nel constatare che cinque giovani vite non c'erano più, che molte famiglie convivevano con il dramma ogni giorno e che poco si stava facendo per far sì che questi incidenti non si verificassero più.

    Nel 2008 gli infortuni sul posto di lavoro sono stati 874.940, di questi 1120 sono stati mortali (più di tre al giorno una media spaventosa!); l'Emilia Romagna condivide il triste podio, insieme alla Lombardia (1° posto) e Veneto (3° posto) per il numero di infortuni, ovvero ben 123.661.

    E' vero, le statistiche ci "rassicurano" in quanto ci dicono che il numero di incidenti e di morti bianche stanno diminuendo, preoccupa non poco il fatto che tre persone, ogni giorno, perdono la vita, e il più delle volte perchè non si rispettano le norme che regolano la sicurezza sul luogo di lavoro. Questo accade nonostante gli accorati appelli del Presidente della Repubblica Napolitano, questo accade nonostante il recente varo della legge decreto legislativo 81/08 che pone limiti ancor più restrittivi in termini di responsabilità ed attuazione delle norme di sicurezza, questo accade nonostante il fatto che sempre più risorse vengono utilizzate per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e degli strumenti previsti dalla Legge sortendo risultati inaspettatamente deludenti.

    Non vogliamo più piangere per la morte di altri lavoratori né convivere con la tristezza ed il dolore per la perdita di un familiare o di un amico morto mentre lavorava: occorre potenziare gli interventi a sostegno di questa problematica introducendo l'insegnamento della sicurezza nelle scuole primarie, organizzare corsi di formazione che convincano i lavoratori a non vivere il rispetto delle regole sul posto di lavoro come una limitazione alla propria libertà, casomai come un velocizzare ulteriormente, se ben organizzati, l'operato diviene maggiormente fluido; inoltre è vitale spiegare agli imprenditori che la perdita di una vita umana è cosa molto più "costosa" in termini sociali ed economici della perdita di una infinitesima parte di profitto. Al di là della deposizione di una corona di fiori ritengo che questo sia il modo migliore per onorare e ricordare la morte di cinque ragazzi, cinque miei concittadini che oggi non ci sono più.

    Lara Bellardi, Candidata al Consiglio Regionale

    dell' Emilia-Romagna per Il Popolo della Libertà