Benzina, la Regione: "Prezzi più bassi per competere con San Marino"

Benzina, la Regione: "Prezzi più bassi per competere con San Marino"

di 11/11/2009
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Benzina, la Regione: "Prezzi più bassi per competere con San Marino"
Benzina, la Regione: "Prezzi più bassi per competere con San Marino"

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    Benzina, prezzi ridotti in Emilia-Romagna? Si può fare, almeno secondo quanto dichiarato oggi dall'assessore regionale allo Sviluppo Territoriale, GianCarlo Muzzarelli. "La Regione Emilia-Romagna sta aspettando che il Governo emani al più presto gli atti indispensabili per rendere possibile la riduzione del prezzo della benzina nei distributori del territorio a confine con la Repubblica di San Marino", chiedendo l'immediata applicazione dell'articolo 25.

    Muzzarelli si è recato nella Capitale per sollecitare il Dipartimento per gli affari regionali che sta valutando una possibile proposta.


    "Ho chiesto - ha detto Muzzarelli - immediata applicazione dell'articolo 25 della legge comunitaria per il 2008 che stabilisce, proprio, un fondo di 2 milioni di euro annui per ridurre la concorrenzialità delle rivendite di benzina e gasolio utilizzati come carburante per autotrazione situate nella Repubblica di San Marino, in favore delle regioni confinanti con la stessa".


    "La Regione - ha aggiunto Muzzarelli, rispondendo indirettamente a chi, nei giorni scorsi, ha accusato la Regione - non è quindi in ritardo né inadempiente. Serve, infatti, in via preliminare, un atto del Governo per rendere possibile l'applicazione della normativa anche in Emilia-Romagna. Per questo - ha concluso l'assessore - ho sollecitato, proprio questa mattina, l'esecutivo ad adempiere quanto prima, in modo che la Regione possa fare subito la sua parte, assicurando ai gestori dei distributori di benzina la possibilità di praticare gli sconti ed essere quindi competitivi e concorrenziali anche rispetto ai colleghi sanmarinesi".

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    Avatar anonimo di Tytus

    R: Benzina, la Regione: "Prezzi più bassi per competere con San Marino"

    Tytus:

    Costo del prodotto e margine di guadagno (31.33% sul prezzo complessivo alla compagnia petrolifera non al distributore sia chiaro);
    Accise (cioè tutte le imposte di cui il prodotto è gravato siano esse di carattere locale, regionale o statale – la voce pesa per il 52,00%);
    Imposta sul valore aggiunto, IVA, uguale al 20% (la voce pesa, ovviamente, per il 20% rispetto alla somma delle prime due e, pertanto, per il 16,67% sul totale pagato).

    Tra le imposte cosiddette accise rientrano dei contributi storici:
    la guerra in Abissinia del 1935 (1,90 lire);
    la crisi di Suez del 1956 (14 lire);
    il disastro del Vajont del 1963 (10 lire);
    l’alluvione di Firenze del 1966 (10 lire);
    il terremoto del Belice del 1968 (10 lire);
    il terremoto del Friuli del 1976 (99 lire);
    il terremoto in Irpinia del 1980 (75 lire);
    la missione in Libano del 1983 (205 lire);
    la missione in Bosnia del 1996 (22 lire);
    il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 (0,020 euro, ossia 39 lire).
    Il tutto per un totale di 485,9 lire (0,25 euro). Ogni giorno in Italia si erogano 109 milioni di litri di carburante. Moltiplicando 0,25 euro per 109 milioni abbiamo 27.250.000 euro che ogni giorno, con la scusa di finanziare la guerra in Abissinia o l’alluvione di Firenze, i cittadini italiani pagano al fisco.

    fonte:
    http://www.cosechenonvanno.com/societa/assurda-composizione-del-prezzo-della-benzina-un-vero-bene-di-l usso

    credo ti aver detto tutto
    il 12 novembre del 2009 segnala