BOLOGNA - Gratis al cinema, il Gup manda a processo 29 no global

BOLOGNA - Gratis al cinema, il Gup manda a processo 29 no global

BOLOGNA - Vanno a processo il prossimo 5 maggio i 29 no global del collettivo ''San Precario'' che il 27 ottobre 2004 entrarono al cinema Capitol di Bologna senza pagare il biglietto. Lo ha deciso il gup di Bologna Gabriella Castore che ha rinviato a giudizio gli attivisti accogliendo la richiesta del pm Paolo Giovagnoli. Il giudice ha anche accolto l'aggravante dell'eversione dell'ordine democratico ipotizzata dalla Procura. Quella sera furono circa 70 gli attivisti che entrarono al cinema di via Indipendenza senza pagare, ma solo 29 sono stati riconosciuti dalla Digos e i loro nomi sono comparsi nella relazione poi trasmessa in Procura. Per loro si era ipotizzato il reato di violenza e minacce con l'aggravante dell'eversione dell'ordine democratico mentre per gli indagati si tratto' di ''una protesta non violenta finalizzata alla trasformazione sociale''. Per l'avvocato difensore Marina Prosperi ''è una contestazione assolutamente inconsistente dal punto di vista giuridico dato che non c'è una denuncia, non una querela, del titolare o degli spettatori, o la denuncia di eventuali perdite economiche'', ma soprattutto ''l'eversione non può esserci senza un atto di violenza. Qui c'è una tenaglia che sta stringendo le persone e il movimento''. Quando lo scorso aprile arrivarono gli avvisi di fine indagine, il movimento di San Precario, la costellazione che raggruppa Rdb-Cub, la Rete Reddito di Bologna, la Rete Universitaria, il collettivo Crash, il Teatro polivalente occupato (Tpo), disse che ''la protesta sociale è trasformata in terrorismo. Per coprire un arretramento dei diritti, una situazione drammatica di precarietà di vita e redditi si cerca di esorcizzare azioni di lotta, anche pacifiche come questa, definendole eversione''.

Simone Martarello

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