Caccia, la Regione dopo le proteste di Legambiente: "Possibile rinvio dell'apertura"

"Un rinvio o precise limitazioni all'attività venatoria non sono da escludere, però va considerato il fatto che in Emilia-Romagna le norme adottate sono più rigorose rispetto alle altre regioni”

Legambiente, con una lettera inviata al presidente Bonaccini ed agli Assessori Caselli e Gazzolo, è tornata a chiedere alla giunta regionale dell’Emilia-Romagna di deliberare con urgenza il posticipo della stagione venatoria fino almeno al 1 ottobre 2017. "Una richiesta che oggi diventa ancora più urgente anche alla luce della nota emessa da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) inviata a tutte le Regioni e al Ministero dell'Ambiente, che supporta con inoppugnabile parere tecnico la proposta dell’associazione, presentando una serie di dati allarmanti circa lo stato delle popolazioni di fauna selvatica cacciabile e non a seguito del perdurare del pesante stato di siccità ed altissime temperature - spiegano da Legambiente - Ispra indica alle Regioni una serie di provvedimenti cautelativi che, improntati al principio di precauzione, si rendono necessari per limitare i danni ed impedire che la imminente stagione venatoria peggiori ulteriormente la situazione, determinando irreversibili squilibri faunistici su popolazioni cacciabili già stremate".

La richiesta di Legambiente

"Il territorio emiliano romagnolo ha visto negli scorsi mesi un gravissimo calo delle precipitazioni rispetto agli anni precedenti, oltre a un aumento delle temperature medie registrate nel periodo estivo - continuano da Legambiente - Una condizione che ha portato alla dichiarazione di stato di emergenza in molti settori, tra cui quello agricolo: risulta incomprensibile il motivo per cui non venga riconosciuto lo stress al quale è stato sottoposto l’equilibrio faunistico regionale, che non può essere accentuato dall’avvio della stagione venatoria. L’associazione chiede nello specifico, oltre al  posticipo generale al 1 ottobre  per la caccia alla selvaggina stanziale e alla selvaggina migratoria, anche la sospensione delle preaperture in corso e la sospensione dell'addestramento cani. L'esercizio dell’attività venatoria è consentito dalla legge purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica. Siamo certi che la Giunta non potrà ignorare il grave stato di emergenza faunistica in corso, deliberando quindi quelle restrizioni all'esercizio dell'attività venatoria, come chiaramente evidenziato nella nota di Ispra”.

La risposta dalla Regione

"Stiamo monitorando attentamente la situazione in vista dell’apertura generale della caccia e non escludiamo di rinviare l’inizio della stagione venatoria 2017-2018 o di adottare precise limitazioni per alcune specie di selvaggina stanziale, per le quali gli stessi cacciatori hanno segnalato situazioni di difficoltà per il caldo estremo, gli incendi e la siccità di questa estate, come lepre, fagiano, pernice, starna e altre ancora". Lo dichiara l’assessore regionale all’agricoltura e caccia Simona Caselli, in merito all’avvio della stagione venatoria, la cui preapertura, lo scorso 2 settembre, in Emilia-Romagna è comunque avvenuta in un contesto di limitazioni alla caccia più restrittivo rispetto a quello di altre regioni. “Non è vero - prosegue Caselli - che ignoriamo gli appelli delle associazioni ambientaliste o i pareri scientifici dell’Ispra e non sottovalutiamo il problema dello stress causato alla fauna selvatica dalle eccezionali condizioni climatiche dei mesi scorsi, in particolare la siccità, ma abbiamo ritenuto di non intervenire con modifiche sulla pre-apertura in quanto il nostro calendario venatorio già stabilisce norme più restrittive di quelle in vigore in altre regioni e poste proprio a tutela della fauna selvatica. Ad esempio, in Emilia-Romagna in pre-apertura si possono cacciare solo certi volatili di specie opportuniste ed esclusivamente nelle giornate di giovedì e domenica fino alle ore 13 e non si può praticare l’attività venatoria nelle zone di protezione speciale (Zps). Inoltre, ci sono precise limitazioni sui carnieri, cioè il numero massimo giornaliero di capi che ciascun cacciatore può abbattere. In più, in preapertura è vietato cacciare gli uccelli acquatici. In Emilia-Romagna regole e limitazioni all’attività venatoria già in essere rappresentano, dunque, una garanzia importante per la tutela della fauna. Siamo ora al lavoro per capire come intervenire al meglio in vista dell'apertura della stagione di caccia vera e propria, monitorando anche l'andamento delle precipitazioni. Un rinvio o precise limitazioni all'attività venatoria non sono pertanto da escludere, per tutelare la fauna nelle situazioni in cui sia necessario farlo, però va considerato il fatto che in Emilia-Romagna le norme adottate sono più rigorose rispetto alle altre regioni”. Nel calendario attuale, dal 17 al 30 settembre si potrà andare a caccia solo per 4 giorni - il 17, 21, 24 e 28 - fino alle ore 13 in forma vagante e fino al tramonto per la sola caccia da appostamento alla migratoria. Per gli uccelli acquatici, poi, il divieto di caccia antecedente al 1 ottobre è già in vigore in più del 95% delle zone umide regionali.

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