Case della salute, approvate le nuove indicazioni regionali: più vicine ai cittadini

Attualmente sono 84 le Case della salute in Emilia-Romagna, diffuse in modo capillare in tutta la regione e con un bacino di utenza di quasi 2 milioni di residenti

Sempre più medicina di iniziativa, ovvero servizi che non aspettano il cittadino “sulla soglia”, ma sono in grado di andargli incontro, raccogliendo la sua domanda di salute prima che si trasformi in un aggravamento o una complicazione. Sempre più integrazione concreta tra i professionisti (non solo della sanità, ma anche del sociale), continuità dell’assistenza con l’ospedale e partecipazione della comunità locale (volontariato, associazionismo), elemento chiave per migliorare la promozione della salute.

E’ questa la direzione indicata dalla Regione per quanto riguarda le Case della salute, strutture dedicate alle cure primarie dove vengono erogati servizi e prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e sociali che non necessitano di ricorso all’ospedale. La Giunta regionale ha approvato infatti nei giorni scorsi le nuove linee organizzative e assistenziali, a distanza di 6 anni dall’avvio dell’esperienza e dopo oltre un anno di confronti con professionisti e operatori, medici e pediatri di famiglia, enti locali, sindacati: confronti che hanno permesso di verificare quanto fatto finora e “mettere a sistema” le buone pratiche emerse nei territori.

Attualmente sono 84 le Case della salute in Emilia-Romagna, diffuse in modo capillare in tutta la regione e con un bacino di utenza di quasi 2 milioni di residenti. La maggior parte si trova in aree rurali e di collina, poi in aree montane e nei capoluoghi di provincia. Finora sono stati spesi 68,2 milioni di euro per le Case già operative, ne sono programmate altre 38 per circa 52,6 milioni di euro (che comprendono anche risorse destinate alle strutture delle aree colpite dal sisma del 2012).

“Lavoriamo perché le Case della salute siano sempre più luoghi dove si va incontro ai bisogni delle persone con risposte efficaci e innovative- è il commento dell’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. E dove chi opera trovi una motivazione ulteriore nel confronto con gli altri professionisti. Le Case sono luoghi di diagnosi e cura, ma lavoriamo perché siano anche luoghi della comunità, dove si costruisce salute coinvolgendo persone malate e persona sane in percorsi di prevenzione e promozione della salute”.

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