Caso Ruby, le "prove schiaccianti'' alla Camera

Caso Ruby, le "prove schiaccianti'' alla Camera

Caso Ruby, le "prove schiaccianti'' alla Camera

ROMA - Gli atti dell'inchiesta sul "caso Ruby", che vede indagato il premier Silvio Berlusconi, finiscono alla Camera. Il plico contiene le oltre 300 pagine dell'indagine condotta dai procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Piero Forno e dal pm Antonio Sangermano con le "fonti di prova" che per l'accusa proverebbero che il premier non ha solo commesso il reato di concussione ma anche quello di prostituzione minorile per presunti atti sessuali con Ruby.

 

Il faldone è arricchito di intercettazioni, analisi dei tabulati e delle celle telefoniche, testimonianze e sembra anche documenti di versamenti di denaro, e altre prove che dovrebbero essere "schiaccianti". Tra queste vi sarebbe una conversazione che risale alla scorsa estate tra Berlusconi e la consigliera regionale della Lombardia, Nicole Minetti. La giovane avrebbe avvisato il Cavaliere di un interrogatorio di Ruby. Ma il premier avrebbe risposto di non esser allarmato.

 

Il plico inviato venerdì scorso alla Giunta contiene anche il decreto con cui si chiede il via libera per perquisire l'ufficio di Giuseppe Spinelli, uomo di fiducia di Berlusconi, alla ricerca di eventuali tracce di pagamenti alle giovani ragazze ospiti ai festini ad Arcore e a chi le avrebbe reclutate.

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