Castel Bolognese: il Comune ricorda Francesco Serantini

Castel Bolognese: il Comune ricorda Francesco Serantini

CASTEL BOLOGNESE - Il comune di Castel Bolognese, in occasione del trentennale della morte?di Francesco Serantini organizza alcune iniziative. "Un grande scrittore romagnolo - ricordano dalla città natale - che ha saputo occupare un posto di rilievo?nella narrativa italiana a cui desideriamo ridare giusta importanza attraverso diverse iniziative previste fino al 30 novembre 2008".

 

La prima iniziativa vede l'esposizione di significativi documenti (attraverso una mostra e percorso bibliografico) presso la Biblioteca comunale "Luigi Dal Pane". Si proseguirà poi mercoledì 12 novembre, nel Teatrino del vecchio mercato con un incontro pubblico?nel quale si ripercorrerà la figura umana e letteraria dello scrittore, con la partecipazione di Walter Della Monica e Luisa Cellini. Coordina Sante Medri.

 

Infine venerdì 14 novembre, nella serata di apertura della rassegna di spettacolo dal vivo "Sperando di far cosa gradita", sempre nel Teatrino del vecchio mercato, il fulèsta Sergio Diotti?proporrà uno spettacolo ispirato alla vita e alle opere di Serantini, mentre Graziella Malgaretti, autrice del saggio "Francesco Serantini. La vita e l'opera letteraria" aprirà la serata con un ricordo personale dello scrittore.? 

 

Si ringraziano per il generoso contributo?Banca di Credito Cooperativo della Romagna Occidentale, Edison Stoccaggio spa, Cerdoums ceramiche spa per l'allestimento scenico

dello spettacolo "Perdersi per valli, taverne, torri e nuvole" nell'ambito delle celebrazioni Ricordo di Francesco Serantini.

 

Maggiori informazioni: www.comune.castelbolognese.ra.it oppure biblioteca "Luigi Dal Pane" tel. 0546 655849 - 655827 - fax 0546 50322 oppure cultura@comune.castelbolognese.ra.it

 

Francesco Serantini nasce a Castel Bolognese il 24 settembre 1889. "L'ago magnetico della bussola di Serantini è puntato costantemente su questo punto geografico e affettivo. Castebolognese e la nonna materna Oliva, che qui abita, diventano un rifugio sicuro ed immutabile a cui tornare, soprattutto dopo la morte della madre" (Malgaretti, 1999).

 

Di professione avvocato, gli giunse inaspettatamente a sessant'anni d'età uno straordinario successo letterario dovuto al breve romanzo Il fucile di papa della Genga del 1948. Tratto da un precedente studio sulle vicende del Passatore, pubblicato a proprie spese nel 1929, il romanzo fu accolto con calorosi consensi critici che favorirono l'attribuzione nel 1949 del premio Bagutta opera prima. Eguale successo si rinnovò con il romanzo L'osteria del gatto parlante, pubblicata nel 1951, premio Bagutta opera principale nel 1952. è la notorietà, la fama. Serantini diventa un caso letterario. Successivamente pubblicò altri due romanzi I bastardi (1955) e La casata dei Gobbi (1958). Dei numerosi racconti ed elzeviri, più di trecento, pubblicati nell'arco della sua vita, lo scrittore curerà una sola pubblicazione Le nozze dei diavoli (1957). Un'altra raccolta - Racconti (1970) - vedrà la luce grazie a Giovanna Maramotti Bosi. Walter Della Monica invece promuoverà l'edizione di una raccolta postuma, Addio alle valli (1981). Nonostante le tre opere citate, la maggior parte dei racconti sono ancor sparsi su riviste e quotidiani. L'amore per la storia e, soprattutto, per la ricerca d'archivio, accompagna Serantini per tutta la vita. Nel 1966 pubblica un saggio breve: Un documento inedito sulla fondazione di Castelbolognese. Si tratta, presumibilmente, di una riduzione della tesi di laurea del 1919. Negli ultimi anni di vita Serantini dirada man mano anche la produzione dei racconti. Muore nella sua casa, in via Mura Cappuccine a Faenza, l'11 maggio 1978. L'elzeviro "Cara Romagna", pubblicato due giorni dopo la morte (Il Resto del Carlino, 13 maggio 1978), è un testamento spirituale.

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