Castel Maggiore: pericolo allagamenti, Vecchi (An-PdL) chiede l'intervento della Regione

Castel Maggiore: pericolo allagamenti, Vecchi (An-PdL) chiede l'intervento della Regione

di 12/12/2008

    Bologna - In seguito ad una delibera del 30 marzo 2007 (con la quale la Giunta comunale di Castel Maggiore (BO) avrebbe approvato la convenzione tra il Comune stesso, la Società Lame 91 s.r.l. e la Regione Emilia-Romagna per la fase attuativa del polo estrattivo Bonconvento) sarebbe stata realizzata una cassa di espansione al servizio del fiume Reno.

    Lo afferma il consigliere regionale di an-pdl Alberto Vecchi in un'interrogazione, in cui evidenzia che i residenti di Villa Neri (ubicata in via Lame 404) avrebbero presentato due ricorsi al TAR, ancora pendenti, ed indirizzato diverse lettere al sindaco di Castel Maggiore contro questa delibera, protestando in particolare nei confronti dell'innalzamento di un argine di oltre quattro metri e perpendicolare al letto del fiume, che sarebbe stato costruito per proteggere gli edifici circostanti da polvere e rumori.

    L'argine, al contrario, - scrive Vecchi - costituirebbe un ostacolo insormontabile al rapido deflusso delle acque, causando continui allagamenti ai garage ed agli appartamenti al piano terra e danneggiamenti al parco.

    Inoltre - continua il consigliere - l'assessore regionale alla sicurezza territoriale Marioluigi Bruschini, sollecitato da una precedente interrogazione sullo stesso tema, avrebbe assicurato alcune modifiche alle opere previste.

    Sembra invece che non più tardi del 3 dicembre 2008 il sindaco abbia imputato alla Regione, in una lettera, una situazione di "pericolo conclamato" sul territorio da lui amministrato.

    Vecchi sollecita quindi la Giunta regionale a verificare urgentemente se l'argine in questione crei una situazione di grave rischio di allagamento nelle zone limitrofe e chiede se non si ritenga che la situazione sia particolarmente grave rispetto ai reiterati allagamenti di Villa Neri.

    Il consigliere vuole anche sapere quale giudizio si dia dell'intera vicenda, quali provvedimenti si intendano assumere e se corrisponda al vero la notizia che, a giorni, i tecnici della Regione dovrebbero realizzare un "taglio" nell'argine.

    Vecchi domanda infine se la Giunta sia a conoscenza del fatto che il 9 dicembre 2008 la situazione stava degenerando in tragedia: intorno alle abitazioni in questione, infatti, il livello dell'acqua sarebbe cresciuto fino a tre metri, le famiglie sarebbero state accompagnate con gommoni a recuperare suppellettili e si sarebbero potute allontanare dalle abitazioni solo pochi attimi prima dell'inondazione, subendo migliaia di euro di danni.