Cesena, centri diurni. La preoccupazione dei famigliari

Cesena, centri diurni. La preoccupazione dei famigliari

Redazione 7 aprile 2010

CESENA - Noi famigliari degli utenti dei centri diurni Don Minzoni e Branchise (prossimi alla chiusura) vogliamo manifestare ancora una volta profondo disappunto e preoccupazione riguardo al progetto di riorganizzazione della psichiatria dell'Ausl di Cesena, che coinvolgerà i Centri Diurni e tante persone che soffrono di disturbi mentali sul nostro territorio.

 

A poche settimane dal trasferimento del centro diurno Branchise di Gambettola e dalla rescissione del contratto con la Cooperativa Quadrifoglio, stiamo registrando con rammarico l'assenza di qualsiasi passo tangibile da parte del Dipartimento di Salute Mentale e dell'Ausl di Cesena.

 

Siamo convinti che il Dott. M. Sanza e il Dott. R. Bosio, invece di preoccuparsi della volontà da parte degli operatori di collaborare o meno al "passaggio di consegne", dovrebbero spiegare alla cittadinanza quali siano in concreto i nuovi programmi, quanti e con quali professionalità saranno gli operatori e gli addetti impiegati, quali le attività e le metodologie riabilitative che saranno utilizzate.

 

Relativamente alle "Giornate sulla Psichiatria", in programma la prossima settimana, sottolineiamo il fatto che ancora una volta nessun famigliare, utente, operatore dei centri diurni sia stato contattato o invitato a partecipare al convegno.

Tutto ciò conferma da parte dell'Ausl la volontà precisa di escludere totalmente chi invece dovrebbe essere coinvolto in prima persona in qualsiasi nuovo assetto organizzativo, come stabilito dalla normativa regionale vigente. In compenso viene annunciata la presenza (certamente non gratuita) di un attore che, per quanto bravo, pensiamo non possa dare alcun contributo all'attuale difficile situazione dei centri diurni di Cesena e Gambettola.

 

Denunciamo anche il fatto che nessun famigliare sia mai stato contattato dal Dipartimento di Salute mentale, come era stato preannunciato dai vertici, per stabilire e programmare i percorsi riabilitativi personalizzati per ogni utente.

 

Ribadiamo la necessità urgente di un incontro pubblico, e le Giornate della Psichiatria potrebbero risultare un momento ideale, durante il quale ciascuno dei soggetti coinvolti nel progetto di riorganizzazione (utenti, famigliari, operatori, medici e infermieri del CSM, assistenti sociali, ecc.) possa liberamente esprimere e motivare la propria posizione in merito al nuovo progetto.

 

Comitato Famigliari Utenti dei Centri Diurni Don Minzoni e Branchise

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