Cesena: classe con il 60% di immigrati. Sindaco e assessore Baredi preoccupati

Cesena: classe con il 60% di immigrati. Sindaco e assessore Baredi preoccupati

di 20/08/2009
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Cesena: classe con il 60% di immigrati. Sindaco e assessore Baredi preoccupati
Cesena: classe con il 60% di immigrati. Sindaco e assessore Baredi preoccupati

    CESENA - Classi prime sbilanciate alla scuola media San Domenico, tutti e 12 gli studenti figli di immigrati sono in unica classe. Il sindaco Paolo Lucchi e l'assessore alla Pubblica Istruzione Elena Baredi hanno inviato una lettera al direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale, al dirigente scolastico provinciale e agli assessori alla Scuola di Regione e Provincia sollevando la questione dei criteri utilizzati per la formazione delle classi e manifestando la loro preoccupazione.

    Il testo integrale della lettera: "Stiamo seguendo con molta attenzione la vicenda della formazione delle classi prime nella scuola secondaria di primo grado di San Domenico, sulla quale abbiamo ricevuto varie segnalazioni da parte di genitori e di cui si sono occupate anche le cronache locali".

    "Stando alle informazioni in nostro possesso, in quella scuola per il prossimo anno scolastico sono formate quattro classi prime: due da 30 ore settimanali, ciascuna con circa 28 alunni, e due da 36 ore, rispettivamente formate da 20 e 21 alunni. Ma mentre nelle classi da 30 ore, a quanto sembra, c'è stata una distribuzione sostanzialmente bilanciata degli allievi (per quanto il loro numero appaia piuttosto elevato), la formazione delle classi a tempo prolungato ha portato a un esito quanto meno singolare: infatti, tutti i 12 allievi figli di immigrati sono stati inseriti in un'unica classe, che così risulta essere composta per il 60% da ragazzi stranieri, mentre l'altra classe - dove si dovrebbe sviluppare un insegnamento sperimentale di informatica - accoglie esclusivamente ragazzi italiani. Non solo: anche nella distribuzione fra maschi e femmine, si registra una certa disparità".

    "Di fronte a questa situazione, pur nel rispetto dell'autonomia scolastica e dei ruoli attribuiti a ciascuno, crediamo indispensabile acquisire maggiori elementi in merito. In particolare, riteniamo fondamentale sapere quali criteri siano stati seguiti per procedere alla formazione delle classi, se il collegio dei docenti si è espresso su questi criteri e se nella discussione è stato coinvolto il consiglio di istituto. E ancora: si è provveduto a informare preventivamente tutte le 40 famiglie interessate al tempo prolungato sull'opportunità della sperimentazione informatica prevista per una delle due classi?"

    "Se così non fosse stato, se risultasse che la dirigente scolastica ha preso le decisioni in solitudine, senza alcun tipo di consultazione, questo ci preoccuperebbe non poco.

    La verifica di questi elementi non vuole essere solo formale. Al contrario, tocca da vicino l'essenza stessa della scuola, e in particolare della scuola dell'obbligo, che rappresenta per i ragazzi la prima porta d'accesso nella società e nella vita democratica, il luogo dove s'impara l'abbecedario comune della convivenza sociale, civile, culturale. Impostare l'organizzazione scolastica e i rapporti fra gli studenti in un modo piuttosto che in un altro può veramente fare la differenza nel determinare nei giovani lo sviluppo di un atteggiamento di apertura e rispetto reciproco o, all'opposto, di chiusura al dialogo".

    "Ecco perché la scelta di concentrare tutti i ragazzi stranieri in una classe desta apprensione.

    A Cesena da tempo è stato avviato un processo - lungo, complesso, non privo di difficoltà - per favorire l'integrazione, la conoscenza, il dialogo, mettendo in primo piano le persone, impegnandosi per garantire a tutti i diritti basilari. In tutto questo, la scuola non può essere considerata un mondo a parte. Anzi, essa rappresenta uno dei pilastri della comunità, perché attraverso di essa passa l'educazione ai valori fondanti del vivere insieme".

    "Non si discute la competenza e l'autorità dei dirigenti scolastici che - a maggior ragione oggi, in nome dell'autonomia - hanno il compito di provvedere alla programmazione degli istituti, secondo criteri che ne garantiscano la migliore organizzazione ed efficienza. Ma la scuola non è un'azienda privata, non può essere svincolata da quello che avviene attorno ad essa: è chiamata, piuttosto, al confronto e allo scambio con la comunità in cui opera. Ecco perché, come amministratori che hanno responsabilità di governo della città, auspichiamo che nell'affrontare queste tematiche, tanto importanti e delicate, si possa intraprendere un percorso comune di confronto e condivisione dei criteri. Ne va del futuro delle nuove generazioni e, in definitiva, dell'intera città".

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    Avatar anonimo di Sam

    R: Cesena: classe con il 60% di immigrati. Sindaco e assessore Baredi preoccupati

    Sam:

    la scuola a Cesena sembra sempre più nelle mani della massoneria ciellina xenofoba, vedi anche il recente caso del prof. Marani...

    V E R G O G N A
    il 23 agosto del 2009 segnala
    Avatar anonimo di Pace

    R: Cesena: classe con il 60% di immigrati. Sindaco e assessore Baredi preoccupati

    Pace:

    Hanno ragione a preoccuparsi il sindaco e l'assessore... purtroppo pare che anche nella nostra città ci siano delle crescenti spinte miopi e xenofobe.

    Tra l'altro mi piacerebbe sapere con quale criterio sono stati scelti i bimbi della classe sperimentale... sarebbe interessante sapere di chi sono figli... e come è avvenuta la composizione delle classi...

    uhmmmm.....
    il 22 agosto del 2009 segnala