Cesena, Di Bari (Pdl): "Non fare manutenzione al fiume Savio è scherzare con il fuoco"
Cesena, Di Bari (Pdl): "Non fare manutenzione al fiume Savio è scherzare con il fuoco"
Come testimone oculare delle tragiche alluvioni avvenute in Piemonte alla metà ed alla fine degl'anni '90 non posso non preoccuparmi dello stato di incuria in cui versa il tratto del fiume Savio nel suo attraversamento nel territorio del Comune di Cesena.
Certo, il Savio non è il Po e la portata delle piogge di questi giorni poco hanno a che vedere con i 700 mm caduti in 48 ore nel tragico 4-5 Novembre 1994 ma il bilancio di quei due matti giorni di più di 16 anni fa fu di oltre 100 vittime, 5000 persone senza tetto ed un'economia in ginocchio a causa della perdite del bestiame, dei sementi e la distruzione delle infrastrutture. Tra le cause individuate, soprattutto per la distruzione dei ponti e l'abbattimento delle infrastrutture agl'argini dei fiumi, si evidenziò come la cattiva, se non assente manutenzione degl'alvei dei fiumi aveva causato l'accumulo di tronchi e rami in prossimità dei ponti: tale materiale fece da diga alla furia dei fiumi e sottopose i ponti a pressioni tali che alcuni crollarono mentre sotto la pressione data dall'enorme portata d'acqua alcune di queste dighe "naturali" logicamente cedettero all'improvviso aggiungendo danni su danni.
Non piace lo stato in cui si trova il Savio oggi: detriti, rami e tronchi si accumulano in prossimità dei pilastri (Ponte Vecchio e Ponte Nuovo) e le loro dimensioni stanno aumentando con l'aumentare della portata del fiume; non possiamo sempre affidarci alla fortuna e sperare che anche questa volta fili tutto liscio. In Piemonte han chiuso il recinto solo dopo che tutti i buoi erano scappati e ciò è costato molte vite umane ed immensi danni economici; a Cesena, con un minimo di programmazione e buona volontà è possibile, con piccoli interventi, far sì che il Savio non rappresenti un pericolo per coloro che vivono lungo le rive e per i loro beni materiali e invitiamo il Comune ad intervenire non appena possibile, anche se non si tratta di costruire una rotonda, di imporre nuove circolazioni o aumentare il costo della sosta nell'immensa zona a strisce blu.





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