Cesena, inchiesta sulla Trevi all'origine del dossier Marcegaglia. Il gruppo: "Non ne sappiamo niente"

Cesena, inchiesta sulla Trevi all'origine del dossier Marcegaglia. Il gruppo: "Non ne sappiamo niente"

Cesena, inchiesta sulla Trevi all'origine del dossier Marcegaglia. Il gruppo: "Non ne sappiamo niente"

CESENA - Spunta il nome di Cesare Trevisani, vice-presidente della Confindustria per le infrastrutture e amministratore delegato del colosso cesenate Trevi Spa, nella vicenda nazionale che riguarda il presunto dossier del Giornale sul presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Per quale motivo, era sotto intercettazione il telefono del portavoce di Marcegaglia? Da questa domanda è emerso che si tratterebbe di un'inchiesta di natura ambientale che riguarderebbe la Trevi, secondo quanto riporta il Corriere della Sera di lunedì.

 

In particolare, l'inchiesta radice del caso, che è scoppiato sulle cronache nazionali, dei pm Piscitelli e Woodcock della procura di Napoli, coinvolgerebbe il numero due di Confindustria,per una vicenda di presunto smaltimento di rifiuti in provincia di Foggia. E' da questo fascicolo che spunterebbero le famose telefonate in cui la stessa Marcegaglia ha individuato un possibile tentativo di pressione indebita da parte del giornale della famiglia Berlusconi.

 

Ma se l'attenzione dei media nazionali resta comprensibilmente tutta rivolta alla vicenda Il Giornale-Marcegaglia, a Cesena ha creato stupore la notizia dell'inchiesta madre da cui si dipana il caso. Per la 'Trevi', infatti, non ci sarebbe alcuno smaltimento illegale: "Trevi tiene a precisare che l'attività di smaltimento rifiuti, a cui gli articoli di oggi fanno riferimento, non è mai rientrata, né rientra in alcun modo nell'attività della Società. Come Gruppo specializzato nell'ingegneria del sottosuolo Trevi ha messo a punto avanzate tecnologie di perforazione adatte alla messa in sicurezza di discariche e siti inquinati ed è proprio questa l'attività che sta portando avanti in alcuni insediamenti ubicati nella provincia di Foggia, in forza di un contratto di sub appalto ricevuto da una impresa della zona".

 

E concludono dal quartier generale di Cesena: "Quanto abbiamo letto sulla stampa ci sorprende, non siamo a conoscenza di accertamenti e verifiche che riguardino i lavori da noi svolti nella più assoluta regolarità e conformità alle norme, come nostra consuetudine in qualsiasi dei trentadue Paesi del Mondo in cui operiamo. Siamo pronti a dare ogni chiarimento che ci venga richiesto e, se ciò fosse avvenuto, non sarebbero comparse notizie che possano nuocere all'immagine di un Gruppo che ha oltre 6.000 dipendenti e oltre 53 anni di storia imprenditoriale", conclude la nota della Trevi Spa.

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