Cesena: matrimoni 'clandestini', Celletti e Angeli (PdL) attaccano il Comune
Cesena: matrimoni 'clandestini', Celletti e Angeli (PdL) attaccano il Comune
Cesena - "L'assessore Zittignani, rispondendo ad una nostra interrogazione, ha cercato, senza riuscirci, di giustificare l'irresponsabilità con cui è stato gestito il fenomeno dei matrimoni fittizi, minimizzandone la gravità sociale e facendo addirittura un'inspiegabile confusione sui dati. Il problema dei matrimoni di comodo tra cittadini italiani e clandestini, per ottenere, aggirando gravemente le leggi, la regolarizzazione della posizione ed in seguito la cittadinanza, è molto sentito in Italia come all'estero".
E' quanto hanno dichiarato Antonella Celletti e Stefano Angeli, del Gruppo delle Libertà-PdL.
"Ci sono Comuni che li hanno proibiti e, di recente, le forze dell'ordine hanno sgominato a Bologna e in Toscana organizzazioni criminali che si occupavano di combinare questi matrimoni. A Cesena, invece, l'Amministrazione andava quasi orgogliosi del proprio 'buonismo' nel consentire questi matrimoni di comodo, di fatto illegali perché consentono la permanenza di soggetti altrimenti obbligati a lasciare il paese, anche per motivi di ordine pubblico. Poi è intervenuta la legge 125 del luglio 2008 sulla sicurezza, che, tra le altre cose, limita la possibilità di contrarre questi matrimoni. Ed il Comune di Cesena si è dovuto adeguare. Ma non subito. Zittignani, infatti, ha detto che solo da gennaio a luglio 2008 ci sono stati 30 matrimoni tra italiani e stranieri, ma non ci sono dati precisi se riguardino clandestini. Fatto, questo, che si commenta da solo, visto che, per sposarsi, bisogna esibire un documento e da questo si vede chiaramente se lo straniero ha il permesso di soggiorno o no".
"Da luglio ad oggi, invece, - proseguono i consiglieri azzurri - le richieste di matrimonio sono state apparentemente solo 4, di cui due tra due donne italiane ed altrettanti clandestini tunisini. Il primo matrimonio, però, è stato stranamente segnalato alle forze dell'ordine, come prevede la legge 125, solo dopo la celebrazione avvenuta il 30 settembre 2008. Mentre il secondo, segnalato correttamente in tempi utili, ha portato all'espulsione del tunisino. E' evidente, quindi, come la vicenda dei matrimoni fittizi a Cesena sia stata gestita male, ma soprattutto si sono evidenziate incongruenze, e non è la prima volta, tra la parte politica e quella amministrativa. Insomma, sembrerebbe che in Comune ci siano uffici che, quando si tratta di immigrati, non esitano a chiudere un occhio".





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