Cesena: moschea a Torre del Moro, intervengono Angeli e Celletti (PdL)

Cesena: moschea a Torre del Moro, intervengono Angeli e Celletti (PdL)

CESENA - "La notizia del nulla osta dell'Ausl di Cesena per la realizzazione della nuova moschea in un capannone di Torre del Moro non ci sorprende, anche se non chiarisce alcun dubbio perchè, prima di qualsiasi pronunciamento, sarà necessario conoscere esattamente i termini entro i quali l'Azienda si mossa e quali sono le attività per cui ha dato il via libera. Tutto questo, però, non cambia la reale portata del problema. Come abbiamo sostenuto fin da subito, qui non si tratta solo di questioni amministrative ed urbanistiche, che comunque persistono, e sulle quali c'è stata una grande confusione da parte dell'Amministrazione".

 

Così si sono espressi in merito alla possibile moschea a Torre del Moro, Antonella Celletti e Stefano Angeli (GdL/PdL).

 

"Si tratta soprattutto di un problema politico e di sicurezza. E infatti nelle moschee, con annesse scuole e centri culturali, gestite da certe associazioni e frequentate da certi imam, che vengono indottrinate cellule del radicalismo terrorista islamico, vedi il caso di Varese. Ed è dalla stragrande maggioranza di queste moschee che si irradia un messaggio che invita i musulmani immigrati a non integrarsi con una società corrotta, blasfema e decadente come la nostra, ma a preservare l'islamismo nella sua veste più dogmatica ed intransigente, con l'obiettivo esplicitato pubblicamente di espandere in Europa la vera fede e di islamizzare la nostra società. Per questi gravi motivi evidente che non si può procedere alla cieca, sulla spinta di un buonismo lassista che nega non solo l'evidenza, ma anche i moniti che ci arrivano dall'attività di intelligence nazionale ed internazionale".

 

"Prima di dare eventualmente il via libera alla nuova moschea - proseguono - è quindi indispensabile conoscere la provenienza dei finanziamenti, a chi faccia riferimento l'Associazione che lo gestirà, chi faccia parte di questa Associazione, quali attività si svolgeranno dentro l'immobile e chi sarà l'imam del centro religioso. In caso contrario, il Sindaco e la Giunta si assumerebbero una gravissima responsabilità nei confronti della popolazione cesenate e della futura convivenza pacifica fra le varie comunità. Quanto poi al Gruppo convivialità delle culture, non ci stupisce che sia così evidente il loro atteggiamento di sottomissione e di resa progressiva della propria identità alle ragioni dell'islam. Sono cristiani che si camuffano per un dialogo basato sui minimi valori comuni cercati a tutti i costi. Una strada forse lastricata di buoni sentimenti, ma che non porta lontano e non aiuta la reciproca e reale comprensione. E, di sicuro, una strada che si allontana sempre di più dai principi fondanti della nostra civiltà giudaico-cristiana".

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di stefano
    stefano

    Cara Elena, vedo che come luoghi comuni e leggende metropolitane ti dai da fare anche tu. Mi pare infatti di capire dai tuoi commenti che non sai gran che della realtà del mondo islamico, che confondi con la chiesa cattolica. Non c'è assolutamente nulla in comune tra le due cose. L'Islam non ha una gerarchia ecclesiastica, nè una univoca interpretazione del Corano. E' diviso in moltissime sette, gruppi ed associazioni spesso in lotta le une contro le altre e molte delle quali estremiste e intolleranti. E' a quest'ultime che non favorirei l'insediamento a Cesena

  • Avatar anonimo di Elena
    Elena

    Quando leggo queste dichiarazioni mi chiedo se chi dice questa caterva di luoghi comuni, intrisi di errori, lacune, leggende metropolitane, abbia mai conosciuto delle persone musulmane che vivono qui, nella nostra città, che sono i nostri vicini di casa, colleghi di lavoro, colf, operai dell'Amadori, etc. etc. Quando si parla di moschea, credo che si tenda sempre a fare confusione tra due discorsi che dovrebbero invece rimanere distinti e separati: la sicurezza e l’islam. Il terrorismo (come anche la delinquenza comune) è qualcosa di abietto e va sempre e comunque contrastato con tutti i mezzi possibili. L’Islam è una religione, come il cattolicesimo, e merita lo stesso rispetto. Tra l’altro la nostra costituzione prevede la libertà di culto indipendentemente dal credo religioso. Il fatto che vi siano un manipolo di terroristi sedicenti musulmani non può giustificare l’intolleranza e il rifiuto nei confronti di tutti gli islamici. Mi auguro che l’amministrazione comunale abbia un po’ di coraggio e sostenga questa posizione, secondo me ragionevole: anche gli islamici hanno diritto ad avere un luogo in cui pregare, così come ce l'abbiamo noi cattolici.

Notizie di oggi

    I più letti della settimana

      -
      -