Cesena, patto di stabilità: "Bilancio 2010 e investimenti a rischio per il Comune"
Cesena, patto di stabilità: "Bilancio 2010 e investimenti a rischio per il Comune"
CESENA - "La copertura per il mancato introito dell'Ici per la prima casa e i sempre più rigidi paletti fissati con il Patto di Stabilità": sono queste le due principali criticità che preoccupano il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, e il suo vice Carlo Battistini (assessore al bilancio) in vista del bilancio di previsione 2010 dell'Amministrazione cesenate. Lucchi e Battistini vedono il rischio di "gravi ripercussioni sulla vita dei cittadini in termini di servizi, manutenzioni, nuove infrastrutture".
"Da tempo gli amministratori locali segnalano queste criticità - ricordano Lucchi e Battistini con una dichiarazione congiunta -, ma finora il Governo non ha mostrato la minima volontà di risolverle, anzi, se è possibile ha reso la situazione ancora più complessa".
"Significativo quello che è successo con il fondo compensativo per il mancato gettito dell'Ici sulla prima casa - dicono sindaco e vice -: nel 2008 lo stanziamento nazionale è stato inferiore di 436 milioni rispetto alla somma che i Comuni incassavano con l'imposta; e nel 2009 lo stanziamento si è ulteriormente ridotto e per i Comuni mancano all'appello 828 milioni di euro".
Al Comune di Cesena, che nel 2008 prevedeva di incassare e aveva certificato per l'Ici prima casa 8 milioni e 822mila euro, dallo Stato è arrivato un contributo di 6 milioni e 208mila euro, con una differenza di 2 milioni e 613mila euro. "Nel 2009 le cose vanno ancora peggio - attaccano Lucchi e Battistini -: il contributo compensativo è sceso a 5 milioni e 646mila euro (di cui, al momento, sono stati erogati solo 3 milioni e 276mila euro). Significa che quest'anno, mantenendo prudenzialmente per buono il mancato introito 2008 pari a 8 milioni e 822mila euro, al nostro bilancio vengono a mancare 3 milioni e 175mila euro".
"Complessivamente, il mancato gettito statale per l'ICI prima casa certificata fino a oggi raggiunge la cospicua cifra di 5 milioni e 175mila euro - fanno sapere i due massimi amministratori cesenati -. Altrettanto critica è la situazione relativa al Patto di Stabilità, che per il 2009 impone anche ai Comuni virtuosi - cioè quelli che, come il nostro, finora hanno rispettato le regole - di migliorare i saldi rispetto agli anni passati".
"Con queste nuove regole nel 2009 il Comune di Cesena dovrà migliorare il suo saldo di 1 milione e 763mila euro (pari al 48% rispetto al 2007) - avvisano Lucchi e Battistini -, mentre per il 2010 il saldo dovrà attestarsi sui 3 milioni e 563mila euro(pari al 97%). Nel concreto questo ci obbligherà a contrarre le spese e gli investimenti futuri, quindi a realizzare meno opere pubbliche".
Insomma, "secondo le prime proiezioni, nei prossimi anni potremo finanziare nuove opere per 15-16 milioni di euro, contro una media 23 milioni di euro all'anno nel triennio 2005/2008", stimano Lucchi e Battistini. "E già quest'anno, per rimanere nei confini del Patto, ci troveremo in una situazione paradossale - dicono -: pur avendo già in corso investimenti per 33 milioni di euro già stanziati in precedenza, non potremo superare il tetto dei 28 milioni di euro di pagamenti. I cinque milioni restanti potranno essere pagati ai fornitori solo nel 2010".
"E così, mentre l'Amministrazione Comunale è impegnata a fondo per accorciare i tempi di pagamento (la media dei primi 6 mesi del 2009 è stata di 56 giorni), il Governo al contrario ci obbliga a ritardare i pagamenti", lamentano sindaco e vice. "Non solo, sono inoltre evidenti le ripercussioni che tutto questo provocherà anche sugli investimenti - ribadiscono -. Ciò comporterà meno lavoro per le imprese e per l'indotto, e questo risulta particolarmente grave in un momento di crisi come questo, in cui sarebbe invece necessario fare tutto il possibile per dare impulso all'attività delle aziende, e in particolare di quelle medio piccole".
"Confermiamo infine tutte le aspettative positive derivanti dalla Legge delega sul federalismo fiscale, ma la realtà dei fatti, ad oggi, è che il Governo incassa ed i comuni pagano i costi", concludono amaramente Lucchi e Battistini.





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