Corniolo, focus sulla frana con sei delegazioni da tutta Europa

Corniolo, focus sulla frana con sei delegazioni da tutta Europa

Corniolo, focus sulla frana con sei delegazioni da tutta Europa

FORLI' - La frana di Corniolo e i relativi interventi della Provincia di Forlì-Cesena per ripristinare la piena sicurezza dell'area sono stati oggetto venerdì pomeriggio della visita di sei delegazioni europee di tecnici  provenienti da Olanda, Estonia, Portogallo, Bulgaria e Grecia. Gli esperti  erano presenti a Forlì per il quarto seminario tematico del progetto europeo MiSRaR, di cui la Provincia è l'unico partner italiano, sulla mitigazione dei rischi ambientali.

 

Il tema del seminario ha toccato proprio gli aspetti dell'identificazione, analisi e valutazione dei rischi.

 

Le buone pratiche messe in atto dalla Provincia di Forlì-Cesena, ed esposte ai colleghi stranieri dai funzionari italiani, sono state concretamente illustrate sul posto. Quello di Corniolo è il principale movimento franoso del territorio provinciale dell'ultimo decennio. La frana è avvenuta il 19 marzo scorso, il movimento del versante (4 milioni di metri cubi di materiale detritico) ha assunto velocità e dimensioni tali da distruggere in poche ore 300 metri di strada provinciale e due abitazioni. La frana ha inoltre occupato l'alveo del fiume Bidente, formando un bacino artificiale della capacità di 220.000 metri cubi .

 

Dopo l'evento calamitoso la Provincia, con il contributo dell'Agenzia regionale di protezione civile, dell'assessorato Difesa del suolo della Regione Emilia-Romagna e di Romagna Acque, è intervenuta prontamente, ripristinando i servizi essenziali e la viabilità. Con il supporto tecnico-operativo del Servizio tecnico di bacino sono state rimosse oltre 2000 tonnellate di legname, pino nero presente sul fronte franato, e materiale detritico (anche dall'alveo del fiume). Sono stati inoltre realizzati canali, drenaggi e scoline per la tracimazione controllata del bacino creatosi a seguito della frana.

 

In particolare, agli ospiti stranieri, è stata mostrata sul campo la morfologia del territorio provinciale e la conseguente suscettibilità agli eventi franosi, focalizzando l'attenzione sulle procedure adottate per la messa in sicurezza dell'intera area, in particolare su tempi, modi e risorse. In casi come questo non esiste una soluzione definitiva al problema: l'obiettivo, condiviso anche dai partner stranieri, è l'elevazione del livello di sicurezza. Altro motivo di interesse per i 15 tecnici stranieri presenti sono state le modalità di coinvolgimento dei volontari della protezione civile per la riduzione dei disagi alla popolazione locale.

 

 

La visita, inserita nel progetto europeo MiSRaR finanziato dal Programma Interreg IVC, ha fatto tappa anche alla vicina diga di Ridracoli, un punto di osservazione privilegiato per una riflessione comune sull'analisi del rischio idraulico e la gestione del patrimonio forestale per quanto riguarda il rischio incendio.

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