Faenza: no di Confesercenti all'Outlet. "Una scorrettezza"
Faenza: no di Confesercenti all'Outlet. "Una scorrettezza"
FAENZA - La Confesercenti Provinciale di Ravenna ha inviato durante le festività una nota alla Presidente e ai membri della commissione Consiliare numero 5 (Commercio e attività produttive) del Consiglio Provinciale di Ravenna per segnalare quella che viene definita "una scorrettezza" nei confronti della discussione in corso sulla quota provinciale per le grandi strutture commerciali. Una "scorrettezza" di cui l'associazione è venuta a conoscenza tramite la stampa.
"Si appresi (e la notizia non è stata smentita) i progetti in itinere per la realizzazione del nuovo outlet di Faenza ( con tanto di negozi ipotizzati, metrature, peraltro non corrispondenti, varianti, loghi e nomi, ecc. ) - dice Confesercenti -. La discussione avviata deve ancora stabilire obiettivi e metrature che vanno approvate dalla Provincia e a Faenza invece si dà per fatta e scontata la scelta e addirittura si parla di una metratura ben superiore ( che avvalora anche alcuni interrogativi sugli ulteriori 20.000 metri quadrati proposto dalla provincia da redistribuire su base provinciale e inizialmente chiesti dal Comune di Faenza). A cosa serve allora discutere in tutte le sedi di una cosa su cui qualcuno ha deciso per i fatti suoi, non tenendo conto non solo delle opinioni diverse, delle riflessioni in atto, ma anche del percorso democratico delle procedure autorizzative?".
Per Roberto Manzoni Presidente Provinciale Confesercenti Ravenna "E' anche questo un elemento che avvalora ulteriormente le nostre forti osservazioni sulla scelta del piano provinciale su cui auspichiamo una riflessione in commissione e in consiglio provinciale, ancor più per i tempi che viviamo. Sono note le osservazioni sull'insieme delle proposte provinciali che abbiamo presentato unitariamente come associazioni del commercio.
I piani di programmazione elaborati e presentati sono anacronistici sulle grandi strutture e se approvati metterebbero in seria difficoltà il territorio. Serve invece un uso moderato, equilibrato e più qualificato del territorio facendo leva sulle risorse esistenti.
A titolo informativo, ma anche come esempio emblematico della situazione attuale, nella vicina regione Marche proprio in questi giorni è stato approvato un atto amministrativo che blocca e non consente il rilascio di nuove autorizzazioni per grandi strutture commerciali almeno per un anno".





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