Forlì, 65 anni fa la distruzione di San Biagio

Forlì, 65 anni fa la distruzione di San Biagio

San Biagio i primi anni del '900

FORLI' - Sono le 17,15 del 10 dicembre 1944: Forlì è sotto il controllo angloamericano da un mese, ma la guerra continua. Alcuni aerei tedeschi compaiono sulla città sganciando quattro bombe ad alto potenziale: una annienta la basilica di San Biagio in San Girolamo e 19 vite, fra cui tre bimbi. Sessantacinque anni fa si salvarono solamente un pugno di opere d'arte, tra cui il sepolcro funebre di Barbara Manfredi, oggi custodito gelosamente nell'abbazia di San Mercuriale.

 

Si salvarono anche il Trittico di Marco Palmezzano con la Madonna in Trono e Santi, l'Immacolata Concezione di Guido Reni e una preziosa acquasantiera in marmo bianco

 

Tutto il resto, a cominciare dalla quattrocentesca Capella Feo affrescata da Melozzo da Forlì e da Marco Palmezzano per ordine di Caterina Sforza, si è letteralmente dissolto. Seppure in preda ad una fame indicibile, i forlivesi si sono finalmente liberati del fascismo e della guerra, con quel carico di dolore e di morte patiti per quattro lunghi anni. Non la pensa così il destino, foriero di un imprevisto colpo di coda: nel bombardamento di San Biagio perirono 19 persone, fra cui tre bimbi, un'anziana monaca clarissa, suor Giovanna, e un sacerdote salesiano, don Agostino Desirello, che aveva appena celebrato messa, l'ultima della sua vita. Scrive Antonio Mambelli nei suoi diari: "Dalle 17.30 alle 2.30 i soldati inglesi, affiancati dai pompieri, scavano fra le macerie per estrarre eventuali superstiti. Si salvano Giorgina Aguzzoni e Antonietta Ghini". Niente da fare, invece, per la figlioletta della prima, Liliana di 5 anni, ritrovata agonizzante fra le braccia della madre, né per il salesiano, il cui cadavere riaffiora solo 5 giorni dopo. Di lì a poco il governatore inglese della città da l'ordine di rimuovere macerie e muri pericolanti e di trasportarli all'aeroporto "Ridolfi".

 

Nel 1954, al posto di San Biagio in San Girolamo è sorta - senza campanile - la chiesa attuale, realizzata con indubbio gusto ma lontana dallo stile architettonico precedente. Alla fine degli anni Sessanta è stato "finito" il lavoro di rimozione storica, cancellando anche il relitto del porticato sopravvissuto alle bombe. Quegli antichi mattoni, che durante il bombardamento avevano salvato anche delle vite, pagarono senza appello il fatto di stonare non poco con il prodotto della ricostruzione post bellica. Le foto ufficiali della distruzione di San Biagio fanno riferimento solo al "guasto" successivo alla rimozione delle macerie: manca completamente la scena della basilica scoperchiata ma ancora in piedi con gran parte dei muri perimetrali, come riferito da alcuni testimoni oculari. Seppure in mille pezzi, il sepolcro di Barbara Manfredi, scolpito nel 1466 da Francesco di Simone Ferrucci, è fortunosamente riemerso da polvere e detriti.

 

Nel puzzle di frammenti del monumento, poi ricomposto da Ottorino Nonfarmale alcuni anni dopo, manca il naso del volto marmoreo della giovane sposa di Pino III Ordelaffi. Pietro Reggiani, il grande studioso forlivese scomparso nel 1955, non si dà per vinto: per giorni fruga con un bastoncino da passeggio fra i detriti, finché non lo ritrova.

 

Piero Ghetti

Commenti (5)

  • Dicembre 2015 Ormai si sa che gli aerei tedeschi erano GUIDATI DA TERRA da forlivesi o spie tedesche

  • caro Paolone, le bombe non erano "repubblichine" ma tedesche, come tedeschi erano gli aerei, Recenti ricerche hanno  chiarito che gli aerei erano guidati via radio da terra da un macellaio poi fucilato dagli inglesi alle casemette... era la guerra,non una partita a bocce!!!!

  • Avatar anonimo di nonnopino
    nonnopino

    Ripassando su questo sito ho visto che ormai a nessuno interessa di quanto è successo a S.Biagio (è passatp + di 1/2 secolo).E' però stato un episodio STORICO: Contemporaneamente è stato bombardato Corso Diaz con più di 60 morti , Il comando Alleato di Cesena. Usata una inconsueta bomba da 1 ton, 2 altre bombe uguali non sono esplose nel Mngelli e in via Maldenti. La stessa operazione militare è stata unica e singolare. Questo per Polone e Pietro Ghetti. Nonnopino

  • Avatar anonimo di nonnopino
    nonnopino

    gli aerei erano tedschi (FW190F8)dello SUNDERSTAFFEN "HEIHORN" NS Gr9 di stanza a Villafranca- S.Biagio si era trovato tra 3 "obiettivi sensibili".Ponte,comando canadese,deposito Monnti. Quindi oiò essere considerato "Danno collaterale" anche se c ne dispiace! NONNOPINO

  • Avatar anonimo di paolone
    paolone

    Che tragedia! Al di là delle povere vite umane che pensavano di essersi liberati dai tormenti della guerra, quelle bombe "repubblichine" (e non tedesche come scritto nel pezzo) hanno dimezzato di un colpo la capacità attrattiva della città dal punto di vista storico-artistico. Per fortuna che oggi c'è il S.Domenico!!!

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