Forlì, aeroporto. Gagliardi (PdL): "E' una pseudo mini holding"

Forlì, aeroporto. Gagliardi (PdL): "E' una pseudo mini holding"

FORLI' - Si chiede di votare una delibera senza essere al corrente del Piano industriale, della definitiva costituzione della società con una chiara suddivisione delle quote, dei tempi e della modalità della privatizzazione, ovvero si chiede l'ennesimo atto di fede senza tener sufficientemente presente che la variabile temporale sarà determinante per la sopravvivenza della Seaf, perché comunque la si giri se non si privatizza il pubblico non può più reggere i costi di gestione.

 

E' la storia della politica fatta petalo per petalo, intanto si fanno assumere ai consigli decisioni praticamente irreversibili e si da il via ad iter sconosciuti, poi si dirà che non sarà più possibile tornare indietro . La stessa cosa che avviene nella sanità.

 

Che impegno finanziario verrà chiesto alla Provincia?

Che quota assumerà nella società?

Quali sono i tempi previsti per la privatizzazione?

Che percentuale assumerà la Regione?

Quando verranno presentati i patti parasociali con l'impegno di tutti i soci a supportare la società fino alla privatizzazione?

Di cosa hanno discusso fino ad oggi i tecnici incaricati, se mancano ancora queste informazioni di base?

 

In aggiunta, come ampiamente previsto, da Rimini emergono le ormai croniche difficoltà ad operare con Forlì, senza che la Regione alzi la voce: ricordiamoci che se oggi Seaf è allo sbando gran parte delle colpe sono dovute agli scippi di Ryan Air e Wind Jet da parte di Sab e Aeradria, con il silenzio della Regione, socia in tutti gli scali. E quando sono in ballo soldi pubblici fa sorridere sentire parlare di libero mercato!

 

Si chiede di votare una delibera che elenca puntualmente la triste situazione economico-finanziaria di Seaf, e nulla dice circa quella di Aeradria, che dovrebbe divenire nostra socia: 6,2 milioni di deficit e 21 milioni di investimenti per la torre di controllo e la pista d'atterraggio.

 

L'impressione è che si proceda ancora una volta a vista e che la fretta della costituzione della nuova società sia dovuta esclusivamente alla necessità di incamerare i quattrini della Regione necessari alla sopravvivenza della Seaf almeno fino a Settembre-Dicembre. Dopo quella data qualcuno sa cosa accadrà?

Come si può costringere consigli comunali e provinciali ad avvallare documenti e delibere senza, avere di fronte gli elementi per giudicare quanto sta accadendo?

 

Il Presidente Errani ha compiuto un vero capolavoro.

 

Nulla ha detto circa i sopra citati scippi, ha contribuito a creare un clima non certo di amicizia politica nei confronti di Save, che puntualmente si è dileguata, e con la leggina sulla mini holding passa addirittura come il possibile salvatore dell'aeroporto.

 

Peccato che la Regione Emilia Romagna conferirà ad oggi 1,5 milioni e che tale somma non è aggiuntiva, ma fa parte della quota che la Regione avrebbe già dovuto versare alla sola Seaf  nel mese di Febbraio ed Aprile come già fatto dagli altri soci.

 

Altro particolare non di secondo piano.

 

La Seaf era pronta a partire con il bando della privatizzazione il 4 novembre 2010. Peri chiese il rinvio per il presunto interesse del fondo F2I di Gamberale e così si giunse alla data del 4 gennaio 2011. Cosa è successo nel frattempo? E' stata inventata la storia della mini holding, con tutte le conseguenze ormai note nei confronti di Save.

 

I protocolli d'intesa sono belli perche' contano niente,  infatti non vi e' alcun impegno reale e incontrovertibile.

 

Inoltre fino a che non vi sarà la fusione (incorporazione - punto 3.1) delle due società all'interno di Sar, avremo di fatto rispetto alla situazione precedente una società in piu' da mantenere (gli amministratori di Sar prenderanno il compenso da quando le partecipazioni delle due società saranno conferite, e questo avverrà a breve... pare) in quanto Sar fungera' da holding di controllo dei due aeroporti ma non come societa' unica.

 

Altro punto: il consiglio di amministrazione di Sar di fatto viene "comandato" dal membro nominato dalla regione (gli altri due sono uno per ciascuna provincia); mi chiedo: in regione chi è piu' forte tanto da indirizzare nella nomina del terzo consigliere?

 

La ciliegina sulla torta e' il punto 4.2 dove i soci partecipanti di seaf si impegnano a rifinanziare tutte le perdite non fino al conferimento delle azioni (che come detto avverra' a breve) ma fino all' "eventuale" fusione !!!! Cosa vuol dire eventuale?
In buona sostanza con tutta questa operazione cosa risolviamo ???

 

Il protocollo d'intesa è un contenitore assolutamente vuoto e si rimanda tutto allorché avverrà il conferimento delle quote e predisposto il Piano Industriale; a loro dire tutto ciò avverrà entro il  30/9/2011

-                  Al punto 3.1 riguardante le linee di indirizzo per l'elaborazione del Piano Industriale non c'è assolutamente nulla più che delle banalità.

                 

Ma, ripeto, il punto più esilarante riguarda il fatto che fino all'integrazione delle 2 società (che non si sa bene quando avverrà) ognuno si pagherà i suoi debiti.

 

Mi che tipo di holding è questa?

 

In conclusione possiamo affermare di essere di fronte all'ennesima beffa:

1° hanno fatto la holding dopo che Rimini ci ha scippato Wind Jet senza  nessun intervento su Aeradria da parte della Regione

2° Nella delibera si fa riferimento al documento sottoscritto nel 2009 da Provincia, Comune, Camera di Commercio, Università di Bologna e Seaf sullo sviluppo del Polo Tecnologico Aereonautico considerato strategico, in forza del quale la Seaf si è impegnata "a promuovere la realizzazione degli investimenti necessari ad attuare il potenziamento delle strutture aviation e alla realizzazione dei servizi non aviation  di supporto traffico passeggeri".

Qualcuno pensa  che ciò possa avvenire nel contesto di questa holding o in futuro?

  

Stefano Gagliardi, Capogruppo PDL

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