Forlì: aumentano i donatori, ma il sangue non basta mai

Forlì: aumentano i donatori, ma il sangue non basta mai

Forlì: aumentano i donatori, ma il sangue non basta mai

Aumentano le donazioni ma il sangue raccolto non è ancora sufficiente a soddisfare appieno il fabbisogno del territorio forlivese. Questo il quadro che emerge dai dati 2009 presentati dall'Avis di Forlì, presieduta da Fabrizio Francia, e dal Servizio di Medicina Trasfusionale, diretto dal dottor Giuseppe Migliori. Nell'intero comprensorio forlivese, il numero totale dei donatori si attesta a circa 4300 (+400 rispetto al 2008): ben 9.607 le sacche di sangue trasfuse lo scorso anno.

 

Dati Avis comunale Forlì.

I numeri relativi all'Avis comunale di Forlì vedono un incremento nel numero dei nuovi donatori che passano dai 221 del 2008 ai 361 del 2009. Purtroppo, però, aumentano anche i donatori dimessi: dai 135 del 2008 si arriva ai 381 del 2009. Gran parte dei ritiri sono frutto dell'applicazione dell'Art. 5 dello statuto Avis, che prevede la cancellazione dei soci che non effettuano donazioni da più di due anni. Nel 2009, dunque, i donatori attivi dell'Avis Comunale di Forlì risultano 2.659, in calo rispetto ai 2.679 del 2008, mentre cresce la raccolta di sangue più plasma, che passa dalle 4.781 unità del 2008 alle 4.997 unità del 2009.

 

Dati comprensorio

Se si considerano, invece, i dati dell'intero comprensorio, il numero totale dei donatori si attesta, nel 2009, a circa 4.300; un livello migliore del 2008, quando ci si era fermati a quota 3.900. In aumento anche i nuovi donatori, 539 nel 2009 contro i 327 dell'anno precedente. Lo stesso trend positivo si riscontra nel numero di donazioni, passate dalle 8.772 del 2008 alle 9.218 del 2009.

Per quanto riguarda l'indice medio di donazione, che misura il numero di prelievi cui si sottopongono in un anno i volontari, si ravvisa un calo nel comprensorio, dal 2,18% del 2008 al 2,12% del 2009, e un aumento nel comune di Forli, dove si sale dall'1,78% del 2008 all'1,88% del 2009.

 

Dati attività Servizio di Medicina Trasfusionale Ausl Forlì

Nonostante queste buone performance, l'incremento della raccolta non basta a compensare quello del consumo. Nel 2009, infatti, sono state trasfuse complessivamente 9.607 sacche di sangue, quasi 1.295 in più del 2008, quando se ne erano utilizzate 8.312. Contemporaneamente, anche il day-hospital del Servizio Trasfusionale, rivolto ai cittadini bisognosi di supporto trasfusionale, ha visto crescere del 25% la propria attività, con 721 trasfusioni nel 2009 contro le 426 del 2008, 28 aferesi staminali per il trapianto di midollo contro le 11 del 2008, e ben 3.208 visite contro le 2.505 del 2008. Aumentate anche le Ldl aferesi dedicate alla terapia dell'ipercolesterolemia omozigote, patologia molto rara ma che necessita di sedute aferetiche periodiche. Nel 2008, il Servizio di Medicina Trasfusionale ne aveva effettuate 18, mentre nel 2009 si è saliti a 28. Infine, le autodonazioni effettuate come predeposito in vista di intervento chirurgico sono aumentate dalle 82 del 2008 alle 182 del 2009.

 

Il Servizio trasfusionale di Forlì esegue anche il congelamento delle staminali da cordone ombelicale, soprattutto quelle donate dalle mamme di Forlì, Cesena e Rimini. Nel 2008 sono stati congelati 20 cordoni, nel 2009 27.

 

Gli aumenti nei consumi sono conseguenza diretta delle specialità medico/chirurgiche trattate all'interno della nostra Azienda, dove si effettuano interventi sempre più complessi. «Non è solo il numero a incidere, ma soprattutto la tipologia - illustra il dottor Migliori - interventi come quelli di chirurgia oncologica avanzata o di chirurgia vascolare, oltre a essere in aumento, sono lunghi e complicati, e possono richiedere un utilizzo di sangue importante. Un'altra voce di "consumo" è rappresentanta dalle patologie traumatologiche ed oncologiche. I traumi stradali, specialmente in certi periodi dell'anno, possono richiedere grandi quantità di sangue. Inoltre, non bisogna dimenticare che il nostro Servizio Trasfusionale fa da riferimento anche all'IRST di Meldola, importantissimo Istituto di Ricerca e Cura dei tumori, il quale, in virtù delle terapie avanzate che pratica, ha spesso bisogno di adeguati supporti trasfusionali. Insomma, un'Azienda con attività sanitarie complesse richiede sostegni proporzionati».

Per soddisfare tali crescenti esigenze, occorre trovare nuovi donatori. A tal fine, nel 2009, il servizio di Medicina Trasfusionale ha varato un nuovo protocollo per facilare gli aspiranti volontari. «Sino ad ora, questi ultimi dovevano prima presentare domanda, compilando un questionario, quindi effettuare gli esami - ricorda il direttore - nel frattempo, potevano passare anche due mesi. Ora, invece, dopo aver fatto domanda, è possibile sottoporsi immediatamente alle analisi del sangue e all'elettrocardiogramma. Poi, se i risultati sono a norma, si può tornare per le visite mediche e la donazione». Sempre nel 2009, è stato attivato il servizio di convocazione dei donatori attraverso Sms ed è stata ampliata la fascia oraria per i prelievi: al momento, è possibile effettuarli tutti i giorni, esclusa la domenica, dalle 7.30 alle 10.30.

 

Per quanto riguarda l'attivazione del Laboratorio Unico di Pievesestina, per i donatori non ha comportato alcun mutamento di procedure o prassi. Si continua infatti a donare nelle sedi abituali, vale a dire il Servizio trasfusionale dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni" e le sezioni periferiche. Anche le visite mediche vengono sempre effettuate all'interno dell'U.O. Medicina Trasfusionale. Gli unici mutamenti, rispetto al passato, si registrano sul fronte dell'iter della sacca, inviata ora all'Officina trasfusionale di Pievesestina, dove il sangue ottenuto dalle donazioni viene validato e lavorato, e si producono gli emocomponenti. Inoltre, l'Officina gestisce la banca dati delle sacche di sangue delle quattro Aziende dell'Area Vasta Romagna, rifornendo periodicamente ogni Azienda di un numero di unità sufficiente a coprire le necessità di due o tre giorni, a titolo di "scorta".

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