Forlì: cena col duce, Pd: "Impensabile mettere in dubbio il nostro anti-fascismo"
Forlì: cena col duce, Pd: "Impensabile mettere in dubbio il nostro anti-fascismo"
Predappio è una citta profondamente anti-fascista e il suo sindaco, Giorgio Frassineti, rappresenta al meglio questi valori. Su questo non ci sono e non ci devono essere dubbi. Ed ha ancora più forza dirlo qui, nella nostra provincia che il 24 aprile del 2009 è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valore Civile per lo straordinario apporto dato dalla popolazione civile alla lotta di Liberazione.
A distanza di oltre 70 anni bisogna avere il coraggio di guardare al passato senza paura, di affrontarlo con gli occhi della modernità e con la voglia di guardare al futuro senza tenere la testa voltata indietro.
Non è pensabile accomunare un evento come quello che si è svolto a Casa Artusi con il tentativo di riabilitare il dittatore fascista. Tanto più se ad organizzare l'incontro è un'istituzione presieduta da un uomo come Giordano Conti, già sindaco di Cesena e di cui sono note le indubbie posizioni anti-fasciste. Lo stesso vale per uno dei relatori della serata, quel Giorgio Frassineti la cui storia personale e le azioni politiche parlano da sole, e che sorprende vedere come affiancate ad un tentativo di riabilitare il regime fascista.
Il passato va letto, approfondito e capito, anche per costruire un futuro che continui a fare dell'antifascismo un valore imprescindibile e che non è scontato. Parlare oggi di Benito Mussolini, della sua ascesa da Predappio fino al terrazzo di Palazzo Venezia a Roma, significa partire da un personaggio che ha segnato in maniera indelebile la storia del '900 per tentare di comprendere quello che oggi sta vivendo il nostro paese, evitando derive presidenzialiste o peggio ancora autoritarie.
Manifestare in modo scomposto, accusando indebitamente figure istituzionali importanti di voler riabilitare il fascismo, prendendo a pretesto una serata dedicata ad un approfondimento storico, è qualcosa di assolutamente incomprensibile (e che non vogliamo neppure immaginare possa essere collegato ad un necessità di visibilità in viste delle elezioni regionali). Non si possono riversare su un sindaco e su una città di 6500 abitanti, che già deve fare i conti con un passato pesante, le colpe delle azioni scellerate compiute da un sanguinario dittatore per il solo fatto che quell'uomo è nato lì, a Predappio.
Predappio, il suo sindaco e il Partito Democratico non hanno paura di guardare al passato, di studiarlo, di approfondirlo. La conoscenza ci aiuta a capire dove stiamo andando e ci aiuta a costruire un futuro che sia diverso da quello attuale, al quale non ci vogliamo rassegnare.
Marco Di Maio
Segretario Unione Territoriale Pd forlivese
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