Forlì: due nuovi incontri sotto la torre, Volcic e Beccalossi

Forlì: due nuovi incontri sotto la torre, Volcic e Beccalossi

FORLI' - L'ottava edizione di  "Autori sotto la torre", che prevede già tredici appuntamenti, si arricchisce di due date imperdibili, toccando così la quota record di quindici incontri. Giovedì 10 luglio e martedì 29 luglio, alle 21.15, in pizzetta della Misura si aggiungono due importanti incontri: rispettivamente Demetrio Volcic con "Il piccolo zar" e Evaristo Beccalossi con "Mi chiamo Evaristo" di Luca Pagliari. Si rende noto, inoltre, che Vincenzo Cerami, in programma per giovedì 31 in Piazzetta della Misura, è anticipato a mercoeldì 30 luglio a MegaForlì, alle 18.30

  

Demetrio Volcic, per gli italiani, il volto della Russia. Come corrispondente della RAI, in particolare da Praga,Vienna, Bonn e Mosca, ha fatto conoscere con le sue cronache e i suoi reportage il cammino dei paesi dell'Est dalla rivoluzione d'Ungheria fino al crollo del comunismo e alla rinascita dei vecchi nazionalismi. Dal 1993 al 1994 è stato direttore del Tg1. Professore a contratto presso la Facoltà di Scienze diplomatiche e internazionali dell'Università di Trieste, per la sua attività di giornalista e scrittore ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi, anche internazionali. Ha lasciato il giornalismo per dedicarsi alla politica. Ha pubblicato Mosca. I giorni della fine (Mondadori,1992), Sarajevo. Quando la storia uccide (Mondadori, 1993), Est. Andata e ritorni nei paesi ex comunisti (Mondadori, 1997) e 1956. Krusciov contro Stalin (Sellerio, 2006). Introduce l'incontro il giornalista Pietro Caruso.

Dopo un decennio di relativo oscuramento, la Russia dello zar Putin è ritornata con forza sulle prime pagine di tutti i giornali: Gazprom, la Georgia, l'assassinio della Politkovskaya, l'avvelenamento di Litvinenko, le uscite di Putin su nuovi tipi di armi nucleari come parte di un progetto 'grandioso' per migliorare la difesa del paese. Si può dire che non c'è giorno nel quale la Russia non faccia notizia. Non c'è da stupirsi: mentre si assiste alle non entusiasmanti prove della superpotenza americana,l'impero russo rimane l'unico vero impero del mondo. Ha tutti i tratti dello stato autoritario: è governato in modo centralistico; è determinato a mantenere il controllo di nazioni e popoli non etnicamente omogenei, ma rientranti nella sua sfera di influenza e vassallaggio; è infastidito dall'intromissione occidentale nei suoi 'affari interni'; è spropositatamente ricco di risorse minerarie e petrolifere, concentrate nelle mani di pochissimi oligarchi vicini al Cremlino. Demetrio Volcic è di casa in Russia da decenni e nel corso del tempo ce l'ha raccontata in tutte le sue transizioni. È quindi la persona più indicata per aprircene le porte, non con un astratto trattato di geopolitica ma con una serie di racconti e di ritratti che dall'oggi spaziano nel passato recente e in quello più lontano, senza i quali è difficile farsi un'idea della Russia di oggi.

 

 

Evaristo Beccalossi, centrocampista-regista, mancino, fantasista, è assurto alla fama nazionale tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, grazie all'acquisto da parte dell'Inter dove si laurerà Campione d'Italia 1979/80, arriverà alla Semifinale di Coppa dei Campioni 1980/81, vincerà il Mundialito Clubs 1981 e la Coppa Italia 1981/82. Proveniente dal vivaio della squadra della sua città, Brescia, militante nella serie cadetta, acquistato dall'Inter al termine della stagione 1977/78. La vittoria del mondiale spagnolo nel 1982 da parte della Nazionale senza la sua presenza e l'ingaggio di Hansi Muller da parte dell'Inter, con il quale la convivenza non fu sempre facile, ne attenuarono fama e rendimento, sino al prestito alla Sampdoria nella stagione 1984/85 dove si classificò al quarto posto al termine del Campionato e vinse la Coppa Italia. Il Monza allora in serie B, lo acquistò dall'Inter nell'ottobre del 1985. Fece in tempo ad assaporare ancora la seria A durante le sue 2 stagioni col Brescia, per terminare la carriera nel calcio che conta nel Barletta in serie B. Nella stagione 1989/90 fu ingaggiato dal Pordenone in serie C2 e successivamente dal Breno (Serie D), dove concluse la sua carriera. Dopo aver lasciato il calcio, ha lavorato come agente di commercio per una nota multinazionale giapponese di televisori ed HiFi. Attualmente è un apprezzato opinionista sportivo all'interno delle trasmissioni "Qui Studio a Voi Stadio" e "Controcampo". Introducono l'incontro Marco Viroli, Daniele Gualdi e Oreste Lugaresi, Presidente dell'Inter Club di Forlì.

Il libro racconta la storia di Evaristo Beccalossi, fantasista dell'Inter degli anni Ottanta e vera icona dei tifosi nerazzurri e non solo. Pochi calciatori rappresentano come lui il concetto di "genio e sregolatezza". Amato e criticato, Evaristo resta l'emblema di un calcio romantico, fatto di cuore e invenzioni. Non un libro per addetti ai lavori o per i soli amanti del calcio, ma la fotografia di un'epoca che sembra infinitamente lontana. Evaristo,figlio di operai che va ad allenarsi con la "Graziella" e il papà che lo va a riprendere con la Fiat 128, piegando la bici e caricandola nel bagagliaio. Evaristo sempre e comunque fuori dagli schemi, l'amore per la Ferrari, l'amicizia con Gilles Villeneuve, gli aneddoti infiniti dello spogliatoio.

E poi gli amici di oggi: da Enrico Ruggeri al comico Paolo Rossi, da Roberto Mancini a Lele Oriali.

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