Forlì, elezioni. Rivolta dei 'piccoli': "Ai dibattiti invitate anche noi"

Forlì, elezioni. Rivolta dei 'piccoli': "Ai dibattiti invitate anche noi"

Forlì, elezioni. Rivolta dei 'piccoli': "Ai dibattiti invitate anche noi"

FORLI' - Rivolta dei candidati a sindaco delle forze politiche ‘minori'. Francesco Minutillo (La Destra), Lauro Biondi (PRI), Denis Valenti (Comunisti Italiani), Raffaella Pirini (Destinazione Forlì), per una volta si uniscono per protestare contro l'organizzazione di confronti tra candidati sindaci a cui sono stati invitati solo Roberto Balzani (Pd) e Alessandro Rondoni (Pdl-Udc). Secondo i quattro candidati è "auspicabile che a tali occasioni siano invitati tutti i candidati".

 

I quattri candidati 'alternativi (a cui va aggiunto anche Daniele Baldini, di "Libertà e Futuro") sostengono che "appartiene alle regole basilari della democrazia che tutti coloro che sono in corsa possano esprimere e spiegare le proprie idee e proposte agli elettori - affermano i quattro candidati sinadci -. La campagna elettorale non può, infatti, essere in qualche modo scremata, nella sua portata informativa agli elettori, da scelte cadute dall'alto. La scelta dovrà essere compiuta il 6 e il 7 di giugno dai cittadini, i quali hanno diritto di essere correttamente informati sull'intero panorama di proposte che si presentano al loro giudizio".

 

"Dare spazio solo a Balzani e a Rondoni - è la tesi dei quattro candidati - dimostrerebbe una certa incongruenza rispetto al sistema elettorale comunale a doppio turno, che è studiato proprio per favorire il maggior numero di partecipazione politica possibile". Per Minutillo, Biondi, Valenti e Pirini, poi, "negare la parola a questo o a quel candidato Sindaco, in nome di una (presunta e teorica) maggiore rappresentatività di altri, si paleserebbe stridente con uno spirito profondamente democratico visto che, solo nella giornata conclusiva del voto, si potrà stabilire chi ha vinto e chi, invece, ha perso".

 

"E' bene ricordare che in democrazia, ai blocchi di partenza tutti hanno le stesse opportunità - fanno presenti i candidati -. Poi, indubbiamente, vincerà il migliore. A patto che si sia giocato secondo le regole della democrazia".

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