Forlì, gli universitari contro la Gelmini: "Diritto allo studio, situazione drammatica"

Forlì, gli universitari contro la Gelmini: "Diritto allo studio, situazione drammatica"

di 03/03/2010
Forlì, gli universitari contro la Gelmini: "Diritto allo studio, situazione drammatica"
Forlì, gli universitari contro la Gelmini: "Diritto allo studio, situazione drammatica"

    FORLI' - Solo l'8% degli studenti italiani riceve una borsa di studio, il 30% circa degli aventi diritto alla borsa non ne beneficiano (con picchi negativi esclusivamente nel meridione), l'80% degli studenti rimane a studiare nella stessa Regione di residenza. Sono i dati resi noti dall'Unione degli Universitari di Forlì, che sottolineano come "grazie alla premiata ditta Tremonti-Gelmini il diritto allo studio in Italia oggi versa in uno stato drammatico".

    "Molti rimangono a studiare nella stessa regione di residenza - si legge nella nota - sperando che almeno come pendolare possa sopravvivere, i prezzi degli affitti sono alle stelle, il numero dei posti nelle residenze universitarie è tra i più bassi d'Europa, le agevolazioni sui trasporti sono rare e l'assistenza sanitaria per gli studenti fuorisede è quasi dappertutto una chimera. Questo diritto fondamentale sancito dall'art. 34 della costituzione sta per essere ulteriormente calpestato dai provvedimenti messi in campo dalla premiata ditta Tremonti-Gelmini".

    "Le forbici del governo - sostengono gli universitari - non si sono fermate solo ai finanziamenti agli atenei ma hanno tagliato anche sul fondo per le borse di studio che passerà dai 111 milioni del 2009 a 76 milioni nel 2011 mentre ancora, soprattutto nel mezzogiorno, non è assicurata la copertura totale delle borse di studio agli idonei. Così l'università italiana rischia di diventare sempre di più un luogo per pochi. I costi che quotidianamente uno studente universitario deve affrontare sono elevati e le garanzie sociali molto poche".

    "La ciliegina sulla torta di questa vergognosa mancanza di rispetto verso un diritto costituzionale, diritto che dovrebbe costruire le fondamenta per il Paese, sono i provvedimenti contenuti nel ddl di riforma dell'Università, oggi in discussione al Senato, che svelano finalmente in maniera chiara quale visione questo Governo ha del diritto allo studio. Il finanziamento di borse di studio assegnate con un test nazionale per "premiare il merito" a scapito delle normali borse di studio assegnate con criteri di reddito e merito, il rafforzamento del prestito d'onore come strumento sostitutivo delle borse, sono elementi di una riforma del diritto allo studio non più nell'ottica di agevolare chi ha difficoltà economiche ma se lo merita, ma solo chi è sicuro di un lavoro finiti gli studi e chi ha le conoscenze giuste".

    "Crediamo che il diritto allo studio sia un diritto fondamentale per garantire l'istruzione per tutti e non solo per chi se lo può permettere, crediamo che sia fondamentale per garantire la mobilità sociale, pensiamo che sia il primo vero e grande investimento che un Paese civile deve fare e soprattutto pensiamo che non si può riformare una materia tanto importante tagliando risorse. Pensiamo che la parola diritto allo studio debba tradursi in un sistema integrato di borse e servizi che garantiscano davvero l'accesso e la prosecuzione degli studi e dare più autonomia agli studenti universitari".

    "Ed è per queste ragioni - si conclude la nota - che l'Unione degli Universitari Forlì il giorno 3 Marzo si è mostrata attraverso presidi e volantinaggio davanti alle sedi principali della facoltà, rivendicando i diritti degli studenti".