Forlì, mobile imbottito. Forza Nuova: "Anche la sinistra ha scoperto i cinesi"
Forlì, mobile imbottito. Forza Nuova: "Anche la sinistra ha scoperto i cinesi"
"Perfino Report di domenica 18 ottobre si è occupato del problema della concorrenza sleale dei cinesi nel settore dell'imbottito di Forlì e, considerando che sia la trasmissione che la rete sulla quale trasmette sono di sinistra, rende la questione ancora più grave: se ne sono accorti anche i paladini dell'accoglienza". Sono le parole di Forza Nuova Forlì sull'inchiesta condotta dalla trasmissione di Milena Gabanelli nel mondo del mobile imbottito forlivese.
"Questa storia è l'ennesima dimostrazione di quanti danni rechi il problema immigrazione che serve soltanto a distruggere non solo il tessuto produttivo della nostra provincia ma a scardinare quelle che sono le nostre tradizioni,i nostri costumi,il nostro modo di pensare - afferma Claudio Marconi, portavoce del movimento di estrema destra -. Basti pensare che a Forlì Via Giorgio Regnoli e via Ravegnana sono la punta di diamante di attività commerciali etniche che hanno portato alla chiusura di storici negozi commerciali".
"Di fronte ad un calo delle attività di nostri connazionali le attività cinesi sono aumentate del 135% - fa notare Marconi - e questo per il semplice fatto che le grandi marche di commercializzazione di salotti, non avendo a cuore la difesa dei nostri valori nazionali, se ne fregano del basso costo dei cinesi e si disinteressano completamente al fatto che, nella quasi totalità dei casi, il lavoro di queste aziende è irregolare e nero; anzi ne sono quasi soddisfatte in quanto comporta una notevole riduzione dei costi. Tanto per fare un esempio i costi dei salotti rispetto al 1999 è dimezzato".
"Fatto ancora più grave è che ci sono imprenditori italiani che, avendo licenziato nostri connazionali, una volta acquisite le commesse, le subappaltano ad aziende cinesi - accusa Marconi -. Altro aspetto importante è che le nostre aziende, per contenere i costi, hanno assunto maestranze cinesi, gli hanno insegnato a lavorare e, questi ultimi, una volta imparato si sono messi in proprio. Ogni tanto c'è qualche controllo, si scopre il lavoro nero e lo sfruttamento, si fa una multa, neanche tanto alta, e finisce tutto a tarallucci e vino: gli sfruttatori continuano a lavorare indisturbati".
"Secondo noi - sostiene Marconi - chi viene preso ad utilizzare manodopera in nero dovrebbe chiudere l'azienda, essere arrestato, e non avere più la possibilità di aprire un'altra ditta. Ad aiutare i gestori del nero ci si mette anche il recente decreto sulla clandestinità che riduce le multe per il lavoro non regolare, e non si capisce il perché oppure, forse, gli estensori del decreto considerano l'immigrazione una risorsa per la Nazione".
"I sindacati italiani sul problema immigrazione hanno completamente perso le stessa essendo rimasti gli unici al mondo a considerare i flussi migratori una opportunità ed una risorsa per l'Italia - aggiunge Marconi -: che lo andassero a chiedere a chi è rimasto a casa, disoccupato, se sono o no una risorsa. Fatto ancora più grave è che questa loro convinzione è dettata da motivi ideologici".





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