Forlì, mobile imbottito. La Cgil: "Imprese cinesi raddoppiate in cinque anni"
Forlì, mobile imbottito. La Cgil: "Imprese cinesi raddoppiate in cinque anni"
FORLI' - "L'avevamo detto": è quanto dice la Cgil, alla luce delle risultanze investigative dell'indagine della Procura della Repubblica sul "patto proibito" tra imprese cinesi e italiane nel settore del mobile imbottito. "Quanto emerso dall'indagine promossa dalla Procura di Forlì per verificare eventuali responsabilità dell'imprenditoria locale, non fa altro che confermare quanto da noi ripetutamente affermato", spiegano i sindacalisti Enzo Santolini e Paride Amanti.
Per la Cgil, in sostanza, "sono le aziende italiane a favorire l'aumento e lo sviluppo delle aziende cinesi, sono le aziende italiane a favorire la concorrenza sleale utilizzando manodopera a prezzi stracciati, ben sapendo che un costo orario, da un terzo a due terzi inferiore a quello previsto dai contratti, non può prescindere dallo sfruttamento degli addetti ai lavori e dal mancato rispetto delle più elementari regole in tema di sicurezza".
Inoltre "sono sempre di più gli imprenditori che esternalizzano non solo una parte, ma l'intero processo lavorativo, impoverendo di fatto il loro patrimonio di manodopera specializzata, riguardo al numero delle aziende gestite da imprenditori cinesi (un sesto del totale, che diventa un terzo se si aggiungono aziende gestite da altri imprenditori non comunitari), da qualcuno ritenuto "relativamente contenuto", crediamo basti dire che negli ultimi cinque anni sono passate da 17 a 40 e che, mentre prima si proponevano sostanzialmente come specializzati nel cucito, ora coprono l'intera filiera produttiva, collocandosi sul territorio con una loro autonomia e una forte capacità di concorrenza".
Per Santolini e Amanti è giunto il momento di affrontare le sfide che un mercato sempre più competitivo ci chiede introducendo nuovi concetti: innovazione del prodotto, superamento del "nanismo" imprenditoriale, definizione di un Marchio che produca valore aggiunto, consorzio per gli acquisti, potenziamento della rete commerciale che permetta di aggredire mercati esteri nuovi, percorsi formativi per consolidare le competenze esistenti e per introdurne di nuove.
Infine, concludono: "Su questi temi, nell'ambito del Tavolo per il Patto della Qualità e dello Sviluppo, crediamo sia necessario promuovere un confronto fra Associazioni imprenditoriali, Organizzazioni sindacali, Istituzioni, per definire un progetto strategico che segni una discontinuità con il presente e che punti su Qualità del prodotto, Qualità dei servizi, Qualità dei diritti dei lavoratori".
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renzo397:
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fabiola:




