Forlì: omofobia in Consiglio, l'intervento di Chiara Mazza (Pd)

Forlì: omofobia in Consiglio, l'intervento di Chiara Mazza (Pd)

di 09/02/2010

    Le discriminazioni di genere dovrebbero essere superate da tempo eppure permangono ancora e si radicano in molte realtà. Chi vive un diverso orientamento sessuale è oggetto di dileggio, di insulto e, spesso, di vera e propria aggressione; tale alterità si impatta spesso con interpretazioni assolutamente superficiali e prevenute da parte dell'opinione pubblica oltre che, purtroppo, da parte di chi ci governa.

    L' AFFOSSAMENTO della legge sull' omofobia è specchio purtroppo della concezione dei diritti civili e delle libertà pubbliche non solo della maggioranza di governo ma di una parte della società italiana. Proprio mentre le aggressioni contro i gay si moltiplicano, il rifiuto di inserire tra le aggravanti "fatti commessi per finalità inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa" non può che rafforzare l'odio.

    La libertà che gli omosessuali rivendicano non è quella dell'accettazione delle loro pratiche sessuali, bensì quella di non essere oggetto di quella violenza, a mio parere la più micidiale, fatta all'intimità della loro persona, che rende difficile il percorso che porta al riconoscimento di ciò che si è, e del senso esistenziale che, a partire da ciò che si è, si può liberamente costruire, senza essere obbligati a fare sogni non propri o adeguarsi a forme di vita che si sentono estranee.

    Platone afferma che a discriminare l' omosessualità non è la natura ma la legge, e perciò scrive che: «Ovunque sia stabilito che è riprovevole essere coinvolti in una relazione omosessuale (letteralmente: «Soddisfare gli amanti, charizesthai herastais») ciò è dovuto a difetto dei legislatori, al dispotismo da parte dei governanti, a viltà da parte dei governati» (Simposio, 182 d). Platone lega dunque l'accettazione dell'omosessualità al concetto di democrazia.

    Laddove la democrazia è in pericolo allora vengono messi in discussione i diritti: in Italia si stanno sempre più diffondendo i fantasmi della xenofobia, della intolleranza e del razzismo. Occorre essere quanto mai chiari e determinati contro certe posizioni politiche che veicolano una regressione civile e culturale, con cui ormai dobbiamo fare i conti.

    In una società in cui ormai non c'è posto, o c'è sempre meno posto per coloro che abbiano una pelle, una cultura, una lingua, abitudini sessuali diverse da quelle della maggioranza, occorre lottare con forza contro le forme sempre più dilaganti di razzismo (considerare l'altro come icona del male). Come scriveva il sociologo Zigmunt Bauman, tutte le società producono stranieri, ma ognuna ne produce un tipo particolare, secondo modalità uniche e irripetibili; insomma, i barbari sono una necessità, quando poi non arrivano non si sa più come fare.

    Diritti, libertà e minoranze sono tre parole che dobbiamo far convivere sempre, in ogni circostanza: solo rispettando l'identità di ognuno si realizza la vera libertà e uguaglianza di tutti. Ne consegue che ha ragione Platone quando dice, a proposito dell' omosessualità, che il vero problema non è il sesso, ma piuttosto la democrazia.

    Qualcuno ora potrebbe obiettare che a Forlì non si sono mai verificati casi di violenza omofoba tali da rendere urgente o necessaria una presa di posizione pubblica delle Istituzioni sul tema. Effettivamente forse siamo un'isola felice o, meglio, il problema della discriminazione sessuale probabilmente esiste (sul luogo di lavoro, a scuola..) ma non se ne parla, non si affronta per paura o per vergogna. E'un tema scomodo. Io credo che noi come Consiglio comunale abbiamo il dovere morale di fare emergere ed affrontare il substrato di intolleranza e di combattere tutte le discriminazioni anche latenti. Affrontare l'intolleranza significa sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso le azioni culturali e politiche più opportune sia in campo educativo che sociale, azioni che siano ispirate dal profondo rispetto per i sentimenti ed i vissuti di ogni persona e che siano espressione di una cultura attenta e sensibile ai bisogni ed alle esigenze di ogni individuo.

    Spesso ci si dimentica che l'art. 3 Cost. obbliga la Repubblica a rimuovere gli ostacoli generati da una condizione personale e che impediscono alla persona di realizzarsi fino in fondo. Tale norma ha un contenuto programmatico, che dovrebbe stimolare il legislatore alla produzione di norme 'liberanti' (prima che liberali). L'art. 3 non è l'unica norma di diritto positivo per la tutela e lo sviluppo della persona che si possa riferire ai gay e alle lesbiche, ma vi sono anche il d. lgs. 216/2003 e successive modificazioni, la Carta di Nizza ed il Trattato di Lisbona che sono fonte primaria di diritto anche per l'Italia. L'aver sottoscritto il Trattato equivale ad affermare che il nostro Paese (e non potrebbe essere altrimenti stante il tenore letterale della nostra Carta costituzionale) già oggi si impegna attivamente per la tutela della dignità delle persone, dei diritti delle persone appartenenti a una minoranza, ispirandosi al principio di non discriminazione.

    Soprattutto fra i banchi di scuola nascono le prime discriminazioni nei confronti dei compagni che vengono percepiti come diversi, un atteggiamento che provoca spesso l'isolamento dei ragazzi da parte degli altri alunni. Nei casi di bullismo omofobico la vittima può incontrare particolari difficoltà a chiedere aiuto agli adulti (teme di richiamare l'attenzione sulla propria sessualità, con i relativi vissuti di ansia e vergogna, e il timore di deludere le aspettative dei genitori), incontra ancor maggiori difficoltà ad individuare figure di sostegno e protezione fra i suoi pari. Il numero dei potenziali "difensori della vittima" si abbassa nel bullismo omofobico: difendere un omosessuale comporta il rischio di essere considerati alla stessa stregua.

    Il bambino identificato come omosessuale che rimane vittima di episodi di bullismo andrà incontro a rischi a breve e lungo termine di natura diversa: comportamenti di ritiro come l'abbandono scolastico, autoemarginazione e isolamento, alterazioni nella sfera affettivo-relazionale, problemi psicosomatici, depressione, ansia, insonnia, comportamenti autodistruttivi fino al suicidio.

    Per questo è necessario intervenire con un' attività di formazione rivolta alle scuole medie e alle superiori, in collaborazione con l'Azienda Sanitaria locale o con le associazioni che promuovono il rispetto di stili di vita differenti, la tolleranza e la diversità.Attenzione: il problema dell'omosessualità va portato a quel livello in cui la tematica non è la sessualità, ma l'affettività, in tutte le forme in cui la specie umana sa esprimerla. E con l'affettività la democrazia, non come semplice accoglienza e rispetto del "diverso" , ma come consapevolezza che la diversità è il tratto costitutivo di ciascuno di noi, perché, a differenza degli animali, gli uomini non sono "genere" ma "individui".

    Con la sconfitta della proposta di legge dell'onorevole Concia (che ha rilanciato il tema dei diritti contro l'omofobia, anche in occasione della Giornata della Memoria, per ricordare le migliaia di omosessuali segnalati con il triangolo rosa uccisi nei campi di sterminio nazisti) il governo, anche purtroppo grazie a qualcuno dell'opposizione, ha perso una grande occasione di lotta contro le discriminazioni sessuali ed è quindi un dovere morale per questo Consiglio comunale farsi carico di questo odg che intende testimoniare un profondo e duro dissenso contro tutti i pregiudizi di genere.

    Io sono convinta che qualsiasi forma di discriminazione vada contrastata innanzitutto con la forza dell'educazione ed il rispetto (in questo caso per affermare il primato della persona sul genere) ed è per questo motivo che vi invito a votare questo odg, per promuovere il superamento delle situazioni di intolleranza legate all'orientamento sessuale ed al contempo ribadire le libertà democratiche del nostro paese.

    Chiara Mazza

    Consigliera Pd - Comune Forlì