Forlì: omofobia in Consiglio, l'intervento di Valbonesi (Pd)

Forlì: omofobia in Consiglio, l'intervento di Valbonesi (Pd)

di 09/02/2010

    Parlare di omofobia è anche parlare dei diritti di minoranze che continuamente sono emarginate e discriminate. Forse qualcuno può pensare che non sia un argomento da consiglio comunale cittadino, ma io invece credo che sia proprio il contrario. E' anche affrontando questi temi che il nostro ragionamento esce dagli orticelli elettorali (o almeno spero) e affronta il nostro vivere civile, il nostro proporsi come cittadini.


    E' necessario condannare chi esercita e professa una cultura del disprezzo e della violenza sia verbale che fisica e, credo sia un dovere che dobbiamo rappresentare con il nostro agire, sia di singoli, sia come istituzione cittadina(il consiglio comunale) ed affrontare seriamente e senza strumentalizzazioni questi argomenti.


    Parlare d'accettazione e di considerazione nei confronti di chi, (in questo caso) ha una sessualità, ma forse non è il termine appropriato, di chi ha amore, affetto, desiderio, voglia di esserne compagno o compagna nel quotidiano, verso una persona, anche dello stesso sesso, significa, accettarne la singolarità, condurla nel sentimento che deve essere comune di rispetto delle persone a prescindere dal sesso in questo caso, ma anche a prescindere dalla religione, dalla pelle ecc etc.


    Sarebbe troppo facile cadere nella banalità spicciola, dichiarando, anche se è vero, che conosco personalmente omosessuali che sono persone squisite cosi come ne conosco che sono persone volgari e maleducate, ma facendo ciò cadrei nella normalità tra virgolette che parla di loro come di una specie diversa.


    Il nostro pensare comune non può rimanere legato a quei bui momenti della nostra storia (che ancora alle volte si ripresentano con violenza), dove, in mancanza di una conoscenza si attribuivano negatività, si ghettizzava chi era diverso e per questo sconosciuto o si viveva nel timore di essere contaminati, dalla paura di essere unti del suo essere non uguale.


    Io credo che sia arrivato il tempo di capire, di accettare, di abbracciare nella nostra società quelle persone che molti con violenza e a torto identificano come diversi, perché, la diversità è solo un nostro filtro mentale che applichiamo più o meno inconsciamente per non aprire il nostro piccolo orizzonte ristretto, spaventati da quello che non si conosce. Non passa giorno che non si abbia notizia di aggressione a ragazzi e ragazze omosessuali.


    Come non ricordare a pochi giorni dal 27 gennaio (giorno della memoria dell'olocausto)quel triangolo rosa, che oggi abbiamo distribuito e appuntato al petto in segno di rispetto, di solidarietà con chi era costretto ad indossarlo nei campi di concentramento nazista e che significava essere un perverso, un rifiuto sociale buono solo per la fatica ed alla fine per la morte.


    Insieme agli ebrei, agli zingari,ai testimoni di Geova,e ai comunisti anche gli omosessuali conobbero la deportazione e la vita nei campi di concentramento;anch'essi furono considerati "nemici del Reich e della razza"e a decine di migliaia furono sterminati e cremati. Fu dentro i campi di concentramento che Hitler e i suoi uomini decisero di distinguerli con un triangolo rosa.


    Con la liberazione da parte degli alleati, i triangoli rosa non riacquistarono la libertà. Infatti, non furono considerati alla stregua degli altri internati, ma come criminali comuni che invece di essere liberati dovevano essere trasferiti in carcere per finire di scontare quella che era la loro colpa.


    Occorre quindi fare attenzione perché anche oggi, l'omofobia può trarre nutrimento e soprattutto legittimazione da condanne ideologiche, religiose o politiche.


    Secondo l'Agenzia per i diritti Fondamentali (FRA) dell'Unione Europea l'omofobia nel 2009 danneggia la salute e la carriera di quasi 4 milioni di persone in Europa L'Italia è il paese dell'Unione Europea con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale.


    Quindi, ritengo importante che anche il consiglio comunale si esprima a favore di interventi contro di questa e di altre discriminazioni e faccia propria la giornata contro l'omofobia del 17 Maggio come momento di dibattito culturale e crescita civile della città.

    Franco Valbonesi Consigliere Comunale Pd