Forlì ricorda i 150 anni del plebiscito per l'annessione all'Italia
Forlì ricorda i 150 anni del plebiscito per l'annessione all'Italia
FORLI' - Una riflessione storica e un momento espositivo per ricordare "Il giorno del plebiscito: 11 - 12 marzo 1860", data storica che vide, centocinquant'anni fa, i forlivesi pronunciarsi per l'unione italiana. L'appuntamento è in programma giovedì 11 marzo 2010 alle ore 21 presso la Sala del Consiglio Comunale (piazza Saffi n.8) e proporrà un intervento del Sindaco Roberto Balzani e l'inaugurazione della mostra documentaria.
Che sarà allestita presso la "Sala degli Angeli" in Municipio con oggetti provenienti dal museo del Risorgimento e dall'Unità Fondi Antichi, Manoscritti e Raccolte Piancastelli della Biblioteca Comunale "A. Saffi". La manifestazione rappresenta una prima tappa di grande rilievo nell'ambito delle iniziative che, fra 2010 e 2011, caratterizzeranno il 150° anniversario dell'Unità d'Italia e rispetto alle quali il Comune di Forlì chiamerà i cittadini ad una riflessione sul recupero della memoria collettiva.
Il plebiscito di annessione al Piemonte venne votato l'11 e il 12 marzo 1860 in Emilia, in Romagna e in Toscana, grazie all'iniziativa congiunta di Luigi Carlo Farini e di Bettino Ricasoli sotto la regia di Cavour. Grazie a quel voto s'innescò un processo che, nel volgere di appena un paio di mesi, condurrà Garibaldi e i Mille fino a Marsala: processo imprevisto nei suoi sviluppi politici e militari, ma implicito nel desiderio di unione, nella ferma volontà di costruire la nazione italiana.
R: Forlì ricorda i 150 anni del plebiscito per l'annessione all'Italia
LiberaMente:
Vorrebbe mandare me al confino per aver espresso una valutazione storica?
Io non ho nostalgia delle legazioni pontificie, nè della monarchia (e come potrei, sono nato negli anni 70).
Penso che, come le mie, le valutazioni che vengono fatte siano relative al fatto che, sia il passaggio dalle legazioni pontificie al regno di sardegna, sia il passaggio da monarchia a repubblica non hanno cambiato praticamente nulla nei rapporti tra l'apparato statale e il cittadino.
Cioè, lo Stato ha continuato come prima a rompere l'anima al cittadino.
Oggi addirittura, vedendo che a quasi nessuno frega nulla del 1860, organizza il recupero della "memoria collettiva"
Ma nel 1860 a quanti fregava?
Senza perdere troppo tempo, basta poco: le legazioni pontificie contavano un milione di abitanti, e a votare andarono meno della metà.
Sulla scheda c'era una sola opzione, "SI'", quindi o ci mettevi la croce, o riconsegnavi la scheda non votata.
Più del 99% di coloro che votarono misero la croce, ma nulla sappiamo di cosa avrebbero fatto se il voto fosse stato segreto, nè tantomeno sappiamo cosa avrebbe votato l'altra metà popolazione, la quasi totalità della quale non aveva diritto di voto.
Quindi? Lasciarono volentieri cosa? Da dove trae la sua certezza?
Questo, Vico, è il modo di votare che lei e i suoi rimpiangete?
Questa è la memoria che dovremmo recuperare?
A sua discolpa le concedo i molti anni di indottrinamento statale obbligatorio gratuito (leggi: scuola pubblica dell'obbligo, l'ho frequentata anche io, ma poi a qualunque corso di Storia Moderna all'università insegnano le cose che ho scritto sopra, lei ne ha mai frequentato uno?), della cui efficacia lei è la prova vivente.
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vico:
mi spiace, ma non concordo che a decidere tra repubblica o monarchia siano stati i brogli. Casa Savoia perse il trono perchè sciaboletta scappò a Brindisi e il re di maggio, pur bravo, non riuscì a far digerire la fuga del padre....
quanto al plebiscito, forse in meridione malghini furono fatti, ma Bologna e la Romagna furono ben felici di lasciare lo stato pontificio.
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J. Dorian:
Falsato pure quello.
Il fatto è che alcune regole e principi li si fa passare come "giusti" o "di diritto" mentre invece sono quelli di una parte.
Beninteso, in questo caso io sono uno di quella parte. E considero la data dell'annessione una cosa buona per me e per le mie idee politiche. Insomma una data fausta e da celebrare. Ma al tempo stesso so bene che non è stato il frutto di una scelta autenticamente popolare.
Stessa cosa nella scelta fra monarchia e repubblica. barando, ha vinto la repubblica. Sono molto felice perché io potendo avrei votato così.
Ma sono anche altrettanto onesto da dire che il risultato fu oggetto di una truffa a casa Savoia.
Gli è stato bene, in un certo senso "se lo sono meritati" ?
Forse sì (per me sì!), ma non è quella giustizia, proprio perché su certe scelte la "giustizia" non esiste.
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Manù:
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Brenno:
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vico:
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LiberaMente:
Votavano quattro gatti in base al censo, e il voto non era neppure segreto.
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Brenno:




