Forlì: ritorna la richiesta di intitolare una strada a Donna Rachele

Forlì: ritorna la richiesta di intitolare una strada a Donna Rachele

FORLI' - Dedicare una strada a Donna Rachele, moglie di Benito Mussolini, che a Forlì si ritirò dopo la caduta del fascismo, in particolare nella villa in campagna di via Crocetta. A rinnovare la richiesta è Domenico Morosini, l'imprenditore che già da anni ha acquisito la villa di Donna Rachele, Villa Carpena, è l'ha destinata a un piccolo museo di cimeli mussoliniani. Per Morosini la via andrebbe intitolata "vista l'enorme mole di opere di beneficenza effettuato da Donna Rachele".

 

Lo spiega in una al sindaco e a tutti i consiglieri comunali. Per Morosini, in particolare, andrebbe cambiato il nome proprio di via Crocetta, lungo la quale si trova Villa Carpena. Tale richiesta era già stata avanzata al sindaco precedente Nadia Masini, che tuttavia non diede seguito al cambiamento di denominazione.

Commenti (12)

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    Gabrin

    Vedo che il camerata uomo qualunque entra facilmente in uno stato di logorrea confusionale.

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    L'uomo qualunque

    Egregio compagno Gabrin penso che l'educazione sia sempre importante, così come il rispetto reciproco. La mia ignoranza sarà anche monumentale, ma la sua capacità di sostenere serenamente un semplice scambio di idee, anche radicalmente diverse tra loro, mi pare molto ridotta, come sempre risulta nel più puro stile sinistroide. Libertà per voi e silenzio ed insulti per gli altri. Cero che Silvio (e Veronica) vi hanno proprio fatto fondere i circuiti, mai che si legga un commento senza che ci finiamo sopra. Coraggio prima o poi passerà anche il Berlusca e ne arriverà uno peggio.

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    L'uomo qualunque

    La liberazione del popolo vietnamita non credo abbia molto a che fare con la nostra toponomastica locale e la totale povertà in cui vivono quelle popolazioni rende sempre giustizia all'idea che l'utopia del comunismo resti(purtroppo) a tutt'oggi irrealizzata. Togliatti padre della nostra democrazia? Sarebbe bello leggere, oltre al diario di Vittorio Emanuele III, anche qualche saggio storico magari più recente che "ben rivaluta" l'operato politico, storico ed umano del buon Palmiro soprattutto durante il suo soggiorno in URSS negli anni trenta e quaranta. I padri della nostra pur oggi malconcia democrazia li vedo più di stampo laico, liberale, repubblicano, socialista e cristiano, mentre per quelli di area comunista sono un poco più refrattario, in quanto credo che avrebbero portato l'Italia ad un modello di "democrazia popolare" del tipo di quelle che ben abbiamo conosciuto nell'est d'Europa. In ogni caso il comportamento di Togliatti durante i fatti d'Ungheria e durante gli anni successivi rende ampio merito al suo atteggiamento di convinto "democratico". Chiedo poi venia per il mio refuso, perchè in effetti pensavo a via Stalingrado, d'altra parte l'assonanza del nome la rende ben rappresentativa dell'ottimo Josef. Se poi pensiano che nemmeno in URSS, oggi, quella città ha conservato tale nome si capisce bene come sia poco gradevole trovarne ricordo a Bologna, ma se questo serve a ricordare la grande battaglia che segnò la fine del nazismo (con perdite per l'asse 10 volte maggiori che ad El-Alamenin) caspita, nulla da dire. Sicuramente però, fuori regione e comunque in Italia, di vie dedicate a Stalin ne esistono a Raffadali (AG) ed a Campobello di Licata (AG) e lo dico per averle viste di persona, non più di un anno fa. Quanto poi abbia fatto materialmente Rachele Guidi, per i forlivesi e per la città di Forlì, durante e dopo il ventennio non credo sia materia riportata sui manuali di storia, ma sarebbe utile informarsi prima di esprimere un giudizio.

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    Gabrin

    Dopo aver dedicato una strada a Gardini per i suoi meriti giudiziari, imprenditoriali e fiscali, e a Donna Rachele per aver sopportato in silenzio tradimenti del marito (non come Veronica che avrebbe dovuto stare zitta), dedicheremo un monumento all'Uomo Qualunque per glorificare la sua monumentale ignoranza.

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    vico

    Ho chi min fu il leader della guerra di liberazione del popolo vietnamita, togliatti uno dei padri della nostra democrazia,lenin il leader della rivoluzione russa contro uno stato schiavista (si legga cosa scrisse vittorio emanuele terzo della russia sul suo diario nel 1905). Qualcosina di più di ciò che fece Rachele Guidi. Poi m si i dica in quale città esiste la via Stalin, xchè non mi risulta che ne esistano. Piacerebbe sicuramente a quelli di una destra razionaria , una via dedicata a colui che Indro Montanelli chiamava il più grande assassino di comunisti della storia. Probabilmente qulacuno si confonde con via Stalingrado, dedicata alla battaglia che segnò l'inizio della fine del nazismo, con perdite delle forze dell'asse 10 volte maggiori di quelle di Al Alamein.

  • Avatar anonimo di L'uomo qualunque
    L'uomo qualunque

    E' incredibile constatare che viviamo in una regione dove, incredibilmente, esistono numerose vie e piazze dedicate a veri fari del pensiero e della cultura quali Ho Chi Min, Togliatti, Stalin, Lenin e c'è chi ha il coraggio di indignarsi per la proposta di dedicare una via alla romagnola Rachele Guidi, donna umile, buona, generosa e molto più degna di rappresentare il popolo e la brava gente di Romagna di quel branco di spocchiosi miliardari di sinistra che governa queste terre. La vera provocazione è leggere certi commenti che forse avrebbero avuto giustificazione 60 anni fa, non oggi, nell'anno 2009. Quanto a Raul Gardini chissà se la vera vergogna è che Ravenna gli abbia dedicato una strada oppure che egli sia "suicidato" per impedirgli di svelare cose sgradite a molti politici, tra i quali quelli apparteneti ad una certa area politica, assai ben rivalutata dopo tangentopoli.

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    demo.chi

    Ma non scherziamo neppure, di fronte a provocazioni di questo tipo. Serve sono indignarsi.

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    vico

    L'unico titolo di merito della povera Rachele Guidi è di aver sopportato i tradimenti del marito. Per intitolarle una via non mi sembra sufficiente. Quanto alla via a Raul Gardini, non posso che concordare con Gabrin.

  • Avatar anonimo di Gabrin
    Gabrin

    Per carità, alla Romagna basta la vergogna di Ravenna che ha dedicato una strada a Raul Gardini.

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    MA quale guadagno?? Morosini fa quello che non fanno le istituzioni locali, che dovrebbero occuparsi storicamente e senza pregiudizi nè faziosità politiche dell'immenso patrimonio del periodo fascista.

  • Avatar anonimo di ilpassatorscortese
    ilpassatorscortese

    Andando per meriti acquisiti sul campo e per precedenza verrebbe da chiedersi: e a Claretta Petacci, niente? Non è quella fucilata con Lui? E a Ida Dalser, prima moglie del Grande Uomo, e al primo figlio Benito Albino entrambi fatti morire (sani) dimenticati in un lager psichiatrico, niente? Bravo Morosini, continui così, però mi scusi, non può documentarsi prima di sparare simili cose?

  • Avatar anonimo di corso.rossi
    corso.rossi

    Si sono intitolate vie a personaggi vari per cui una via a Rachele Guidi non darebbe,oggi,scandalo.Quello che scandalizza è che lo chieda una persona che sta facendo di villa carpena un mercato che fa rivoltare Donna Rachele nella tomba parecchie volte al giorno.Donna rachele era una persona semplice che amava la sua famiglia e la sua terra e pago' le disgrazie del periodo al di là delle sue colpe: sicuramente non avrebbe mai fatto della sua casa un luogo di guadagno di denaro ! per questo le andrebbe intitolata una via !

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