Forlì: scoperte capanne preistoriche di fianco al cimitero monumentale

Forlì: scoperte capanne preistoriche di fianco al cimitero monumentale

Ricostruzione di una capanna simile ai quella dei resti ritrovati al cimitero

FORLI' - E' stato ormai realizzato lo scavo archeologico nell'area a fianco del cimitero monumentale, iniziato per i primi ritrovamenti affiorati nel cantiere per la realizzazione della nuova tangenziale che prolunga l'asse già esistente tra Villanova e via Ravegnana verso via Bertini e la tangenziale est. Quel che è stato trovato è un piccolo villaggio preistorico del 2.500-2.000 avanti Cristo. Le palificazioni delle capanne sono ben conservate, spiegano gli esperti.

 

In effetti si parla di capanne e strutture preistoriche, ma sarebbe più preciso dire che quel che si può vedere oggi sono le tracce, i "calchi" che queste strutture hanno lasciato nel terreno, a tre metri di profondità. Lo scavo, coordinato dalla dottoressa Monica Miari della Soprintendenza archeologica, è molto complesso per la sua stratificazione. A un livello più profondo sono state trovate tante buche per palificazione, ma non è ancora possibile dire se servissero per sorreggere delle palafitte.

 

Ad un livello più alto, invece, ci sono le tracce di queste grandi capanne dell'età del Bronzo Antico, simili a quelle scoperte nel sito archeologico di Provezza, a Cesena. Si tratta appunto del ritrovamento più interessante e meglio conservato. Un terzo livello ancora più superficiale, invece, è quello romano, il livello atteso quando si sono iniziati gli scavi, dal momento che nell'area, esattamente dietro il cimitero, in via Tripoli, già alla fine dell'Ottocento erano emerse tombe del periodo romano.

 

La novità maggiore è che non erano mai stati trovati insediamenti preistorici a valle della città. Già nell'area di Vecchiazzano erano emersi siti risalenti anche a 4.000 anni prima di Cristo, ma tutti sono nella fascia collinare o immediatamente pedemontana. La pianura era molto più insidiosa e "instabile" e questo è attestato anche dallo scavo: sono evidenti le tracce di alluvioni ripetute causate dai fiume forlivesi che avevano un carattere fortemente torrentizio. Insomma, questo nucleo abitativo ha retto per lo meno per secoli nonostante l'insidia continua dell'acqua.

 

I risultati dello scavo saranno presentati alla città in autunno. Se da una parte, infatti, ciò che si doveva scavare è stato portato alla luce, inizia ora un lungo lavoro in laboratorio per lo studio dei reperti, ma entro le fine dell'anno si conoscerà un tassello in più della storia di Forlì.

 

Gli effetti sul cantiere della tangenziale, fanno sapere dall'amministrazione comunale, per ora sono limitati: l'azienda appaltatrice, infatti, sta lavorando in altri punti, verso Villanova e allo scolo Cerchia, modificando la scaletta degli interventi. Insomma, i tempi dell'opera sono ancora pressoché rispettati, nonostante il ritrovamento. Ma, ora, tutto dipenderà da quanto la Soprintendenza si prenderà per completare l'attività archeologica. Dalle Belle Arti, tuttavia, fanno sapere che l'esigenza del cantiere sarà tenuta in massimo conto, compatibilmente con la scientificità con cui deve essere condotto lo scavo.

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