FORLI' - Blitz Squadra Mobile, 11 denunce per turbativa mercato

FORLI' - Blitz Squadra Mobile, 11 denunce per turbativa mercato

di 24/04/2007

    Forli' - Undici persone sono state denunciate dagli agenti della Squadra Mobile di Forli' perchè accusate di aver prodotto una grave turbativa all'esercizio dell'industria e del commercio ai danni delle imprese artigiane del settore del mobile imbottito, nella provincia di Forli' e specializzate nell'assemblaggio delle materie prime e nella fabbricazione di divani e poltrone.

    Nei guai sono finiti cinque cittadini italiani titolari di società di capitali (Polari S.p.A., Tre Erre S.pA. e Cosmosalotti) e cinque cittadini cinesi titolari di aziende. A tutti gli indagati sono stati contestati numerosi illeciti amministrativi: mancata adozione di cautele per la prevenzione di infortuni; opere edilizie abusive all'interno dei capannoni; lavoratori assunti con orario part-time (4 ore giornaliere) e di fatto costretti a lavorare per tutta la giornata, di sera e nei giorni di riposo (sabato e domenica); lavoro nero; retribuzione modestissima e non corrispondente alle reali ed effettive prestazioni lavorative.

    Il risultato dell'operazione è il frutto di una mirata attività investigativa e di monitoraggio iniziata alcuni mesi fa nel quale è stata rilevata una diretta correlazione fra l'ipotesi di illecita concorrenza e le problematiche inerenti il problema del lavoro nero con riguardo ai settori produttivi artigianale ed industriale. La polizia ha appurato che diverse aziende del settore del mobile imbottito (taglio della stoffa o pelle, cucito e divani) risultavano far capo a stranieri di etnia cinese, in stretto rapporto funzionale di produzione con importanti imprese del medesimo settore gestite da italiani.

    Le imprese gestite da italiani hanno favorito lo sviluppo delle aziende cinesi attraverso la concessione in uso di stabili, di macchinari per la produzione e formazione tecnico-professionale necessaria con la presenza di personale qualificato di fiducia. In questo modo gli imprenditori italiani si sono privati dei problemi inerenti la gestione, anche sindacale, degli operai cinesi addetti alla produzione dei salotti, occupando formalmente della redditizia commercializzazione. Per la produzione dei salotti gli operai venivano pagati con salari più bassi di circa due terzi (30 euro).