FORLI' - ''Divani-puliti'', imprenditori cinesi patteggiano

FORLI' - ''Divani-puliti'', imprenditori cinesi patteggiano

di 25/07/2007
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    FORLI' - Hanno optato per il patteggiamento i sei imprenditori cinesi accusati di turbativa all'esercizio dell'industria e del commercio ai danni delle imprese artigiane del settore del mobile imbottito. Le loro aziende furono poste sotto sequestro lo scorso 24 aprile nel corso di un blitz degli agenti della Squadra Mobile di Forlì scattato in seguito alla denuncia di piccoli imprenditori che mettevano in evidenza lo sfruttamento della manodopera cinese a basso costo.

    Davanti al giudice Giovanni Trerè cinque accusati hanno patteggiato la pena di sei mesi, mentre il sesto ne ha ottenuti da scontare cinque. Le imprese, sistemate tutte le irregolarità, hanno ripreso il lavoro a pieno ritmo.

    A tutti gli indagati erano stati contestati numerosi illeciti amministrativi: mancata adozione di cautele per la prevenzione di infortuni; opere edilizie abusive all'interno dei capannoni; lavoratori assunti con orario part-time (4 ore giornaliere) e di fatto costretti a lavorare per tutta la giornata, di sera e nei giorni di riposo (sabato e domenica); lavoro nero; retribuzione modestissima e non corrispondente alle reali ed effettive prestazioni lavorative.

    Nei guai sono finiti anche cinque cittadini italiani titolari di società di capitali (Polaris S.p.A., Tre Erre S.pA. e Cosmosalotti) che commissionavano i lavori di assemblaggio di materie prime e di assemblaggio delle poltrone e dei divani alle ditte asiatiche che svolgevano tali commissioni a basso prezzo.

    Le imprese gestite da italiani hanno favorito lo sviluppo delle aziende cinesi attraverso la concessione in uso di stabili, di macchinari per la produzione e formazione tecnico-professionale necessaria con la presenza di personale qualificato di fiducia. In questo modo gli imprenditori italiani si sono privati dei problemi inerenti la gestione, anche sindacale, degli operai cinesi addetti alla produzione dei salotti, occupando formalmente della redditizia commercializzazione. Per la produzione dei salotti gli operai venivano pagati con salari più bassi di circa due terzi (30 euro). Inevitabili le conseguenze per le piccole ditte italiane, in totale 61, costrette a chiudere per mancanza di lavoro.

    Il risultato dell'operazione fu il frutto di una mirata attività investigativa e di monitoraggio iniziata alcuni mesi fa nel quale è stata rilevata una diretta correlazione fra l'ipotesi di illecita concorrenza e le problematiche inerenti il problema del lavoro nero con riguardo ai settori produttivi artigianale ed industriale. La Polizia appurò che diverse aziende del settore del mobile imbottito (taglio della stoffa o pelle, cucito e divani) risultavano far capo a stranieri di etnia cinese, in stretto rapporto funzionale di produzione con importanti imprese del medesimo settore gestite da italiani.

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    Avatar anonimo di giammarco

    R: FORLI' - ''Divani-puliti'', imprenditori cinesi patteggiano

    giammarco:

    naturalmente la colpa non è dei cittadini cinesi è di chi li sfrutta, in questo caso degli italiani, di chi ha trovato convenienza a far festa ed a vendergli il fondo, di chi come questi signori grandi produttori ha trovato convenienza a far fare il lavoro sottocosto a loro e guadagnare cosi il doppio sui salotti che poi vengono immessi sul mercato a 20 volte il loro costo e chi trova convenienza a affittare i fondi a questi signori cinesi, perchè ricordiamoci che se tutti fossimo onesti gli extracomunitari non troverebbero terreno fertile per fare quello che fanno, se lo fanno è solo perchè c'è chi gli da modo di farlo

    il 20 ottobre del 2009 segnala