FORLI' - La storia del vino di Romagna in un libro di Augusto Bucci

FORLI' - La storia del vino di Romagna in un libro di Augusto Bucci

FORLI’ - Forlì e le sue colline hanno sempre ricevuto particolari attenzioni per la qualità dei propri vini. Già Catone il Censore, nel II secolo a.C., notò che le colline romagnole erano intensamente coltivate a oliveto e vigneto e che le viti si presentavano in buona quantità anche in pianura. “Vite e vino in Romagna” – il nuovo libro firmato da Augusto Bucci per le edizioni Sapim – ripercorre le tappe di questa lunghissima tradizione, ricostruendo l’intreccio fra l’aspetto economico e quello sociale della vitivinicoltura.

«La Romagna ha sempre apprezzato il vino; l’osteria era il luogo di socializzazione, di gradimento del vino come tramite del buon vivere»: con queste parole Cesare Intrieri e Silviero Sansavini fotografano nella loro presentazione un rapporto che per il territorio forlivese è diventato elemento di sviluppo economico e di attrattiva turistica ed enoculturale.

Nell’antichità il territorio forlivese veniva identificato innanzitutto con l’Albana, il cui vitigno era soggetto di molteplici attenzioni. Ne parlava Pier de Crescenzi, il più grande agronomo del Medioevo, il quale fra il XIII e il XIV secolo scriveva che «il suo vino è molto gagliardo e di nobile sapore... Questa qualità d’uva è tenuta in grande considerazione nel territorio di Forlì ed in tutta la Romagna».

L’analisi di Bucci si concentra però in tempi più recenti, nel periodo a cavallo fra il XIX e XX secolo. Il risultato è uno studio approfondito su tecnica colturale, enologia, ampelografia (la disciplina che studia, identifica e classifica le varietà dei vitigni) e politica vinicola dall’Unità d’Italia alla Seconda Guerra Mondiale. Anni cruciali per gettare le basi dell’enologia romagnola moderna. Fu in quel periodo, ad esempio, che si ridusse il numero di vitigni coltivati e il Sangiovese si affermò come vino rosso romagnolo per eccellenza. Dalle oltre trecento pagine del libro, ricco di fotografie e immagini d’epoca, si apprendono diversi elementi storici a testimonianza della centralità di Forlì nello sviluppo della vitivinicoltura romagnola. Si pensi ad esempio all’istituzione nel 1872 di una Regia Stazione Agraria, destinata a divenire un punto di riferimento a livello provinciale, o alla grande mostra ampelografica inaugurata nel settembre del 1876, occasione in cui si rafforzò la convinzione che una viticoltura razionale si poteva ottenere solo puntando su un numero di vitigni limitato.

“Vite e vino in Romagna” è in vendita a 25 euro nelle migliori librerie di Forlì e della Romagna, o direttamente tramite l’editore (www.sapim.it/vino - tel. 0543 785453).

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