"Gli italiani non sono felici". Campagna shock per Aquafan

"Gli italiani non sono felici". Campagna shock per Aquafan

"Gli italiani non sono felici". Campagna shock per Aquafan

RICCIONE - "Gli italiani non sono felici". E' questo lo slogan dell'estate ideato da Aquafan per la campagna di comunicazione 2008. "Percepiamo, noi come gli altri, il senso di malessere nazionale, la crisi che si avverte e che si tocca con mano ogni giorno", spiega Pier Pierucci, responsabile del marketing, della comunicazione e della creatività di Aquafan. Ecco, allora, che il grande parco divertimenti vuole "offrire un intrattenimento che sia alla portata di tutti".

 

In questi giorni verranno affissi i primi manifesti della campagna, mentre dal 30 maggio sul sito di Aquafan (e su Youtube) è visibile il video 'virale' girato da Riccione Tv. Si tratta di un vero e proprio cortometraggio, girato sotto la regia di Massimiliano Pontellini. Oltre mille persone l'hanno visto nelle prime 24 ore.

 

"Il senso di questa campagna - spiega Pier Pierucci, responsabile del marketing, della comunicazione e della creatività di Aquafan - è che non ce la sentiamo più di essere solo positivi. Da sempre il nostro parco è associato al divertimento, alla solarità, all'allegria. Ma percepiamo, noi come gli altri, il senso di malessere nazionale, la crisi che si avverte e che si tocca con mano ogni giorno: chiacchierando con gli amici al bar, in palestra".

 

"In questo contesto - spiega ancora Pierucci -, per la prima volta nella storia del nostro parco non vogliamo raccontare i sogni, ma vogliamo parlare della realtà che ci circonda. Perché davvero gli italiani non sono felici". Questo il messaggio che comparirà sui manifesti giganti (6 metri per 3) che iniziano a comparire già in questi giorni in tutto il Nord Italia, sulle pagine pubblicitarie comprate sui quotidiani, sui video girati (e messi su Youtube).


"Come operatori del turismo - aggiunge il direttore generale, Claudio Villa - abbiamo, in questo contesto, il dovere, l'obbligo morale di offrire un intrattenimento che sia alla portata di tutti. Non ci deve interessa la grande ‘prestazione', la vacanza da sogno che solo in pochi si possono permettere. Dobbiamo offrire quello che la gente si può permettere...".

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