Il Canova e l'ideale classico: capolavori mondiali in mostra al San Domenico
Il Canova e l'ideale classico: capolavori mondiali in mostra al San Domenico
Sarà la più completa rassegna di Antonio Canova mai realizzata in Italia, dopo quella di Venezia del 1992. E chi non si accontenterà di ammirare i principali capolavori dell'estroso scultore-pittore-architetto trevigiano, capace di lasciare a Forlì alcune fra le sue opere migliori, potrà sempre affidarsi alla magia cromatica di Tiziano e Raffaello. Tutto questo è "Canova, l'ideale classico tra scultura e pittura", dal 24 gennaio al 21 giugno 2009, nei Musei San Domenico di Forlì.
In attesa della presentazione ufficiale programmata per martedì 16 dicembre ai Musei Vaticani, il grande evento è stato anticipato alla stampa nel palazzo dell'ex Monte di Pietà di corso Garibaldi, dal settembre 2007 degna sede della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, principale fautrice della kermesse. Alla base del quarto evento culturale al San Domenico, dopo le celebrate mostre del Palmezzano, di Silvestro Lega e del Cagnacci, sta proprio il prezioso sodalizio fra la Fondazione e il Comune di Forlì.
"La mostra del Canova - dichiara il presidente Piergiuseppe Dolcini - è veramente la chiave di volta di un percorso iniziato nel 2005 col Palmezzano. Grazie allo straordinario artista trevigiano e alla concentrazione di capolavori assoluti non solo canoviani, contiamo veramente di issare Forlì fra i principali espositori artistici italiani". E non è finita: "Abbiamo deciso - continua Dolcini - di profondere risorse e mezzi in questa operazione, nonostante la grave crisi economica che attanaglia anche il nostro territorio, proprio per dimostrare che non ci arrendiamo. Grazie alla cultura, Forlì non solo non getterà la spugna, ma continuerà addirittura a crescere".
Ottimista anche l'assessore alla cultura Gianfranco Marzocchi: "La mostra del Canova - interviene l'amministratore forlivese - rappresenta un investimento radicato nel presente e proiettato nel futuro. Forlì si scopre a pieno titolo città canoviana, ma ambisce anche a sedere stabilmente nel ristretto novero delle città d'arte italiane". Di grande effetto la descrizione analitica operata da Gianfranco Brunelli. Il coordinatore generale della mostra esordisce con una premessa: "A differenza delle tre iniziative precedenti, quest'anno le straordinarie opere neoclassiche del Canova e dei numerosi artisti di riferimento occuperanno entrambi i piani del San Domenico".
Nessuna sezione introduttiva all'ingresso: "A cominciare dall'Ebe, Forlì possiede stabilmente alcune delle più belle opere dell'artista ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo e soprannominato per questo il nuovo Fidia. I sacrosanti legami del Canova col nostro territorio ci hanno consentito di immergerci immediatamente nella sua arte, senza bisogno di preamboli che ne dimostrassero l'appartenenza". La rassegna "Canova, l'ideale classico tra scultura e pittura" può tranquillamente fregiarsi del titolo di mostra-laboratorio. In primis, perché tutte le opere canoviane esposte sono confrontate con le fonti e i modelli di ispirazione. Ma anche perché gli studi sul prodigioso scultore continueranno a kermesse avviata, con arrivi e partenze di capolavori e prestiti in corso d'opera, a cominciare da un Autoritratto di Raffaello.
Saranno visibili in un colpo solo alcuni dei migliori prodotti del neoclassicismo mondiale: la prima e la seconda Ebe del Canova, il Mercurio Volante di Giambologna, "Amore e Psiche" direttamente dal Louvre, la Maddalena del Tiziano, le Danzatrici di Hayez e numerose opere dal Cinquecento all'Ottocento che stimolarono il genio di Possagno. La rassegna offrirà in tutto 200 fra "marmi", gessi, pitture e disegni, suddivisi in 8 sezioni e provenienti da collezioni private e dai principali musei del mondo, primi fra tutti l'Hermitage di San Pietroburgo e gli stessi Musei Vaticani.
Da ultimo, al termine della più che giustificata enfasi per il grande evento che sta per iniziare, Dolcini lancia un appello: "Questa mostra chiude un ciclo. La Fondazione è lieta di organizzare simili volani di sviluppo della città, ma non potrà più farlo da sola". Chiaro l'invito a farsi avanti alle altre istituzioni, ma soprattutto ai grandi imprenditori attivi sul territorio: per essere veramente competitivi con altre località della provincia italiana che allestiscono cultura di qualità, vedi Parma, occorre l'impegno e la solerzia di tutti i forlivesi.
Piero Ghetti





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