In regione consumi contratti del 2,9%, cala anche la grande distribuzione
In regione consumi contratti del 2,9%, cala anche la grande distribuzione
Bologna - Se calano persino nella grande distribuzione, vuol dire che le vendite nel settore del commercio soffrono davvero. Per Confcommercio e Unioncamere Emilia-Romagna, la crisi nel 2009 non si e' fermata. Secondo l'indagine sul commercio al dettaglio, infatti, l'anno scorso le vendite in regione sono diminuite mediamente del 2,9% rispetto al 2008. E per la prima volta il calo, seppur molto moderato, c'e' anche nella grande distribuzione: con un -0,8%.
Nel 2009, insomma, gli esercizi commerciali dell'Emilia-Romagna hanno contato una diminuzione delle vendite del 2,9%, rispetto al 2008, con una intensita' mai riscontrata dal 2000. L'andamento nazionale e' ancor piu' negativo, con una flessione media del 4,4%. In linea con il passato, sono state le imprese di minori dimensioni ad accusare i cali piu' sostenuti. Per la piccola e media distribuzione e' stata registrata una diminuzione media pari rispettivamente al 5,5 e 4,6%.
Tra i settori in difficolta' spicca il commercio dei prodotti non alimentari, che ha accusato su base annua una flessione media del 4,5%, con una punta del 6% relativa ai prodotti dell'abbigliamento e accessori. Le stesse vendite di prodotti alimentari sono scese con una intensita' mai riscontrata in passato (-2,8% rispetto al 2008). "Questi dati sul commercio al dettaglio non ci sorprendono- commenta il presidente di Confcommercio Emilia-Romagna Ugo Margini- testimoniano infatti il sensibile contenimento della spesa delle famiglie che ha caratterizzato tutto il 2009, e che
vede soltanto ora un lieve miglioramento".
Per quanto riguarda la compagine imprenditoriale, il 2009 si e' chiuso in termini moderatamente
negativi per il territorio regionale. Il saldo tra imprese iscritte e cessate, escluse le cancellazioni d'ufficio, e' risultato in rosso per 1.515 unita'. La consistenza delle imprese attive e' scesa dalle 97.684 di fine 2008 alle 97.385 di fine 2009, per una variazione negativa dello 0,3%, leggermente piu' contenuta rispetto a quella rilevata in Italia (-0,4%).
Sotto l'aspetto della forma giuridica, si e' rafforzato il peso delle societa' di capitale (+1,3%), a fronte delle diminuzioni riscontrate nelle forme giuridiche 'personali'. Per quanto concerne la classe di capitale sociale, le attivita' commerciali dell'Emilia-Romagna hanno evidenziato a fine 2009 una quota di imprese attive fortemente capitalizzate (con almeno 500.000 euro) pari all'1,3%, a fronte della media generale dell'1,7%. Le imprese super capitalizzate, con almeno 5 milioni di euro di
capitale sociale, sono risultate 518, equivalenti allo 0,5% del totale, a fronte della media generale dello 0,6%.
Il 2010, pero', forse imbocca la via dell'ottimismo: l'indagine ha preso in esame per la prima volta le intenzioni di investimento nel 2010 e il 43% delle imprese ha previsto di effettuare investimenti nell'anno, in misura superiore rispetto alla percentuale del 37% riscontrata nell'industria. Il 35% delle imprese ha previsto di investire di piu' rispetto al 2009, a fronte del 31% che ha invece prospettato una riduzione. Il saldo leggermente positivo che ne e' derivato e' dipeso essenzialmente dagli esercizi meno strutturati.
"Se per la prima volta anche la grande distribuzione ha chiuso l'anno con una riduzione delle vendite- commenta il presidente di Unioncamere Emilia Romagna, Andrea Zanlari- e' pero' positivo che molte imprese abbiano previsto di effettuare investimenti nel corso del 2010, segnale di un comparto che sa reagire alle difficolta' legate alla crisi internazionale nonche' al calo dei consumi".
L'andamento, aggiunge poi il presidente di Confcommercio Emilia Romagna, Ugo Margini, "non ha quindi scalfito la fiducia delle nostre imprese commerciali nella ripresa". La crescita della propensione agli investimenti evidenziata dall'indagine, che si e' concentrata proprio nelle attivita' commerciali di minori dimensioni, "e' un segnale positivo della volonta' e della spinta verso una rinnovata crescita economica, proprio a partire dal commercio".





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