Indagato per corruzione, Vizzini si dimette dall'Antimafia

Indagato per corruzione, Vizzini si dimette dall'Antimafia

PALERMO - Il presidente della commissione affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini, ha annunciato le sue dimissioni da membro della commissione Antimafia dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Palermo con l'accusa di concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento della mafia nell'ambito delle indagini sul "tesoro" di Vito Ciancimino, l'ex sindaco deceduto sette anni fa dopo essere stato condannato per mafia.

 

Altri tre parlamentari siciliani dovranno rispondere della medesima accusa: si tratta dei senatori dell'Udc Salvatore Cuffaro e Salvatore Cintola, e il deputato dell'Udc e segretario regionale del partito in Sicilia, Saverio Romano. I quattro compariranno davanti ai magistrati della Dda martedì prossimo. L'inchiesta è sorta in seguito alle dichiarazioni rilasciate ai pm palermitani Antonio Ingroia e Nino Di Matteo da Massimo Ciancimo, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito, già condannato in primo grado a 5 anni e 8 mesi di reclusione con l'accusa di aver riciclato denaro del padre.

Ciancimino avrebbe confessato di aver usato somme di un conto corrente svizzero riconducibile al padre allo scopo di pagare politici che avrebbero facilitato l'aggiudicazione di appalti per la concessione del gas ad una impresa di cui il padre era socio occulto. Dei pagamenti si sarebbe occupato il fiscalista Gianni Lapis, anch'egli condannato per riciclaggio. La somma prelevata dal conto svizzero dall'avvocato romano Giorgio Ghiron, anch'egli già condannato, sarebbe stata distribuito a Vizzini e, attraverso Cintola, a Romano e Cuffaro.

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