Lavoro, mai così tanti occupati in regione: sfiorata quota 2 milioni di lavoratori

In Emilia-Romagna trend occupazione positivo dell'occupazione: sono quasi 2 milioni gli occupati, il dato più elevato di sempre. A Bologna in Regione è stata illustrata la situazione

In Emilia-Romagna trend occupazione positivo dell'occupazione: sono quasi 2 milioni gli occupati, il dato più elevato di sempre. A Bologna in Regione è stata illustrata in commissione “Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità”, presieduta da Giuseppe Paruolo, la relazione collegata alla clausola valutativa, per il triennio 2015-2017, sulla norma regionale che si occupa di promozione dell’occupazione attenta alla qualità, alla sicurezza e alla regolarità del lavoro.

Il consigliere Giuseppe Boschini del Partito democratico ha definito positivo il quadro complessivo relativo al mercato del lavoro regionale, rilevando però problemi sullo strumento dell’apprendistato: “Il ministero ha infatti ridotto notevolmente l’aiuto economico rivolto alla formazione degli apprendisti e per questo si è reso necessario un intervento regionale a difesa di uno strumento che riteniamo particolarmente utile”.

Il profilo del mercato del lavoro regionale presenta costanti segnali di ripresa: nel 2017, per il quarto anno consecutivo, si conferma la tendenza all’incremento dell’occupazione regionale, in linea con la significativa crescita del prodotto interno lordo. Il tasso di occupazione ha raggiunto nel 2017 il 68,6%, in crescita rispetto al 2015 di 2,1 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione si è invece ridotto al 6,5%, meno 1,2 punti rispetto al 2015. L’occupazione complessiva ha quindi raggiunto in Emilia-Romagna il livello di 1 milione 973mila unità, il dato più elevato di sempre. La crescita è determinata interamente dal lavoro dipendente (87mila assunti), mentre continuano a diminuire gli occupati indipendenti (26mila in meno). La dinamica positiva delle posizioni di lavoro dipendente è stata generata nel 2017 essenzialmente dai contratti a tempo determinato, il cui saldo di posizioni di lavoro è cresciuto di 36mila unità, e in misura più contenuta dalle posizioni di lavoro in apprendistato (6mila unità) e di lavoro somministrato (5mila unità). Il saldo delle posizioni lavorative a tempo indeterminato, dopo una crescita particolarmente intensa nel biennio 2015-2016 (71mila posizioni di lavoro), nel corso del 2017 è risultato negativo per 18mila 700 unità. 

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