Lotta allo smog: Regioni e Governo firmano un Piano d'azione da 400 milioni di euro all'anno

La firma del presidente delle Regioni e dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Presente l'assessore all'Ambiente, Paola Gazzolo

Insieme contro lo smog che attanaglia le città e spesso rende l’aria irrespirabile con conseguenze gravi per la salute dei cittadini. Martedì a Torino, nel corso dell’appuntamento “Clean Air Dialogue”, Governo e Regioni hanno firmato un Piano d’azione che ha l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria in tutt’Italia e di promuovere un dialogo e un confronto attivo sul tema con l’Unione europea.

Con risorse pari a 400 milioni di euro l’anno, per il prossimo triennio 2019-2021 sarà finanziato un Programma nazionale di contenimento dell’inquinamento atmosferico e saranno realizzati interventi per la razionalizzazione dei sussidi ambientalmente dannosi, per abbattere le emissioni di ammoniaca e limitare l’abbruciamento di residui vegetali in agricoltura. Capitolo importante la promozione della mobilità sostenibile, attraverso sei azioni che prevedono anche incentivi alla mobilità attiva e alla micro-mobilità elettrica. Allo stesso modo saranno incentivati impianti di riscaldamento eco-sostenibili nelle abitazioni e programmi per la chiusura o la trasformazione degli impianti alimentati a carbone. Il documento è stato sottoscritto dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dal ministro all’Ambiente, Sergio Costa, e dagli altri ministri competenti, dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni, intervenuto, insieme all’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, ai lavori della giornata. Presente il commissario europeo all’Ambiente, Karmenu Vella.

“Un Piano significativo - spiega Bonaccini - che si pone lungo una strada che avevamo già da tempo indicato al Governo. È del 2017 la firma dell’accordo delle Regioni del bacino padano - Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto - per contrastare l’inquinamento atmosferico con un impegno che va oltre i confini territoriali e il colore politico, in una logica d’area vasta e che, con la firma di oggi, potrà contare su 180 milioni di euro l’anno di fondi nazionali per il prossimo triennio. Finalmente oggi ci si pone in un’ottica strategica e di collaborazione istituzionale delineando un percorso comune per adottare misure normative, programmatiche e finanziarie condivise attraverso un’unità di coordinamento del Piano istituita presso la Presidenza del Consiglio e che vedrà la partecipazione attiva e propositiva delle Regioni”.

Il Piano d’azione siglato martedì ha alle spalle un lavoro condiviso fra Governo, sei ministeri (Ambiente, Economia, Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti, Politiche agricole e Salute), Regioni e Province autonome e contiene misure relative ai tre settori che più di tutti sono causa degli alti livelli di inquinamento: trasporti, agricoltura e riscaldamento domestico a biomassa. Settori che hanno visto l’Emilia-Romagna al lavoro in questi anni con una serie di misure, quali quelle per la mobilità sostenibile - rinnovo dell’intero parco rotabile in corso, bus gratis a chi ha l’abbonamento al servizio ferroviario regionale, l’ecobonus da 191 euro per chi acquista l’auto ibrida, pari al costo del bollo, il rinnovo dei bus con il passaggio a mezzi a basso impatto ambientale, i contributi regionali per la rottamazione dei veicoli commerciali e di privati più inquinanti e l’acquisto di mezzi non inquinanti (fino a 10mila euro per quelli commerciali e fino a 3mila euro per quelli di privati, fino a Euro4), 1.500 colonnine per la ricarica delle auto elettriche, 135 chilometri di nuove piste ciclabili. Ancora: i 14 milioni di euro dal Piano di sviluppo rurale per ridurre le emissioni di ammoniaca derivanti dalle attività zootecniche e i 2 milioni di euro dall’Accordo di bacino padano per migliorare le tecniche di applicazione dei fertilizzanti.

Le richieste delle Regioni

E a sostegno di questo sforzo comune, le Regioni hanno indirizzato all’Ue otto richieste concrete per accelerare il processo di miglioramento, a partire dalla redistribuzione delle risorse europee per aree specifiche e in modo proporzionale rispetto ai costi da affrontare per il risanamento della qualità dell’aria, questione cruciale proprio per il Bacino padano. E poi la definizione di obiettivi prioritari su cui indirizzare i contributi, quali la riduzione delle emissioni di particolato, ossidi di azoto, ammoniaca, composti organici volatili e solfati. E ancora la definizione chiara dei tempi per il raggiungimento dei valori limite che tenga conto delle diverse condizioni orografiche e meteoclimatiche dei territori e, in ragione di questa considerazione, l’approvazione di uno schema di riduzione progressiva basato su parametri in grado di misurare lo “sforzo nel tempo” richiesto, oltre a una valutazione di fattibilità e di impatto complessivo che preceda l’introduzione di nuovi limiti più restrittivi. Altre richieste riguardano le direttive Nitrati con la richiesta di agire sul ciclo dell’azoto, l’anticipazione a prima del 2022 di quella per gli apparecchi di combustione biomasse (Ecodesgin) e misure per rendere più efficace la direttiva sulle infrastrutture per carburanti alternativi (Dafi).

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