Malattie rare, "semplificare la prassi di esenzione ticket"

Malattie rare, "semplificare la prassi di esenzione ticket"

È giusto che un malato affetto da una qualsiasi malattia rara, tutte le volte che cambia residenza debba ripetere le analisi di conferma della diagnosi per poter ottenere l'esenzione del ticket? È la domanda sollevata in Regione da un'interrogazione presentata da Ubaldo Salomoni (fi-pdl) che sull'argomento riporta il caso di un cittadino affetto da un rara patologia genetica, il quale trasferitosi a Imola, nel cambio di residenza ha scoperto di non avere riconosciuta "in automatico" dalla nuova Ausl di competenza l'esenzione ticket già accordatagli dall'Asl di Bologna.

 

 Il malato - riferisce Salomoni - ha dovuto ripresentare la domanda di esenzione ticket alla Ausl di Imola la quale, con grande sorpresa dell'interessato, avrebbe respinto l'istanza con la motivazione che la malattia era stata ‘certificata' da un ente non riconosciuto e avrebbe indirizzato il paziente stesso a ripetere le analisi nel Presidio medico riconosciuto dalla Regione Emilia-Romagna per la diagnosi della malattia rare che ha sede a Reggio Emilia. Secondo le contestazioni del cittadino interessato, riferisce Salomoni, la richiesta della conferma della diagnosi "non aveva alcun senso" in quanto l'esenzione era già stata riconosciuta dall'Ausl di Bologna a seguito dell'analisi genetica richiesta all'Istituto Gaslini di Genova dall'ospedale S.Anna di Ferrara al quale il paziente si era rivolto, presidio all'epoca "riconosciuto dalla Regione". La designazione del  presidio di Reggio Emilia, infatti, sarebbe avvenuta in un tempo successivo alla diagnosi in questione. 

 

Salomoni chiede pertanto alla Giunta regionale di modificare immediatamente e semplificare "l'insensata" prassi attualmente seguita per il riconoscimento dell'esenzione dovuta a gravi malattie. E ciò - precisa - per ovvie ragioni, sia di rispetto nei confronti dei pazienti, sia di considerazione per la qualità delle prestazioni e della professionalità dei presidi sanitari della nostra Regione. Senza contare - aggiunge - "l'inutile dispendio di denaro pubblico" che le procedure vigenti comportano.

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